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lunedì 13 ottobre 2014

the essential challenges...parte prima. Pasta per bignè



Con questo post inauguro una nuova rubrica di questo blog. The essential challenges.

Per quanto trovi estremamente divertente e soddisfacente raccogliere qui le testimonianze dei miei imperfetti esperimenti culinari e le storie raccontate o vissute nei pressi di cucine e tavole imbandite a totale beneficio di me stessa, e' arrivato il momento di lasciare qualcosa ai posteri. 
Questa affermazione piuttosto pretenziosa deve essere il risultato dell'eta' che avanza inesorabile ma anche del fatto che un blog concepito come un ricettario da consultare all'occorrenza deve poter annoverare una serie di preparazioni base sulle quali poi poter esercitare la propria fantasia estemporanea. Insomma l'idea e' quella di creare un piccolo prontuario di scuola di cucina che veda preparazioni più o meno complesse che ricorrono nella cucina italiana e molto spesso internazionale come la pasta all'uovo, pasta per la pizza, focacce e perché no, pane e poi basi per dolci, creme, salse e cosi' via.
Il mio primo esperimento e challenge sara' la pasta dei bignè, preparazione pasticciera di origine francese inventata nel 500 e che prende il nome probabilmente dalla similitudine dei bignè' con la forma di piccoli cavoli, appunto choux in francese.
Questa scelta la devo agli innumerevoli esperimenti che non so bene perché mia madre si ostinava a fare quando ero bambina. In effetti stentavo a capire quale fosse la profonda motivazione che la portava a snobbare una semplice torta di mele e a preferire questa ricetta che a memoria rappresentava decisamente un challenge.
Sara' forse proprio questa la risposta? O forse solo la golosità e l'irresistibile fascino di un profiterole? Basterebbe solo chiedere ma prima mi metto a lavoro.



Ingredienti per circa 30 bignè

200 ml di acqua
100 g di burro a tocchetti
mezzo cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero per preparazioni dolci.
130 g di farina
4 uova di grandezza media, all'incirca 50-55 g l'una a temperatura ambiente

Portare ad ebollizione l'acqua, con il burro tagliato a tocchetti il sale e per preparazioni dolci un cucchiaio di zucchero in un pentolino dal fondo spesso.
Aggiungere la farina setacciata in una volta sola allontanando il pentolino dal fuoco. Mescolare con una frusta e poi rimettere il tutto sul fuoco e continuare a mescolare per un minuto circa per asciugare un po' l'impasto. Quando noterete formarsi una patina bianca sul fondo rimuovere l'impasto dal fuoco.
Lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente o per velocizzare il processo potete immergere la pentola in acqua fredda.
Dopo il raffreddamento aggiungere tre uova intere una alla volta mescolando mano a mano perché l'impasto rimanga liscio e infine aggiungere gradualmente solo il tuorlo del quarto uovo, tenendo da parte l'albume per spennellare i bignè prima di infornarli.
Trasferire l'impasto in una sacca da dolci e disporlo in ciuffetti su una teglia foderata di carta forno e spennellata di burro. Portate il forno a 220 gradi cottura statica e una volta caldo infornate i bignè per 15 minuti. Abbassate poi la temperatura a 190 gradi e lasciateli cuocere per altri 10 minuti. Infine una volta lievitati e dorati spegnete il fuoco e lasciate asciugare nel forno caldo avendo cura di tenere lo sportello leggermente aperto con l'ausilio di un cucchiaio in legno per altri 15 minuti. Tirateli fuori dal forno posizionateli su una griglia e lasciateli raffreddare prima di usarli.

English version

As much as I find extremely amusing and rewording keeping in this blog memories of my culinary experiments not always successful and memories of tales told around a kitchen table for my personal gain is now time to leave something for the posterity.
This statement may sound a bit pretentious and probably it is due to the age but also this is due to the fact that if a blog believed to be a sort of "recipe book" it has to count a number of classical and basic preparations to adapt with your imagination.
In other word the idea is to have a section of this blog where you can learn how to make basic Italian and international dishes like egg pasta, different pastry preparations, pizza, basic baking preparations, sauces and so on.
My fist experiment and challenge will be the Choux pastry, French pastry invented in the 1500s to make profiteroles, eclairs and beignets. The funny name is probably due to the fact that the traditional shape reassembles to a little cabbage, choux in French.
I made this choice because of my Mum's many attempts to make them. I don't know exactly why she used to snub more classical and easier apple cakes for this recipe that was a kind of a challenge. Maybe she just couldn't resist to a profiterole?
I could ask her but for now let me start baking.

Ingredients

200 ml of water
100 g of butter
a spoon of sugar for sweet preparations
a pinch of salt
130 g of flour
4 eggs at room temperature, 50-55 g each

Place water, milk, butter and salt in a medium saucepan over a high heat and bring the mixture to a boil.
Remove from the heat and add the all the sift flour. Using a wooden spoon beat it in until the mixture is completely smooth.
Turn the heat down to medium and return the pan to the hob and cook for about one minute always beating with the spoon until the mixture comes away from the edge of the pan.
Remove the pan from the heat and let it cool at room temperature.
Then gradually beat in the eggs one at a time until you have a smooth, dropping consistency. According to the size of the eggs (mine were 50-60 g each) you may not need all of them. Of the last one I have just add the yolk and left the egg white for later to brush the choux.
Once done transfer the paste to a large piping and line on a large baking tray with greaseproof paper small ball of paste. Be careful to leave a bit of space between them.
Finally bake them for 15 minutes at 220 degrees and then reduce the heat at 190 and leave them for 10 more minutes until puffed up and golden brown.
Let them other 10 minutes in the oven off and slightly open. Then remove them from the oven and let them cool down at room temperature.


mercoledì 13 agosto 2014

C for Cake... il cibo degli angeli



La prima volta che ho sentito menzionare questo dolce e' stato mentre guardavo distrattamente e con una certa dose di snobberia un progamma di pasticceria Americana.
Quando si tratta di cucina sono sempre un po' restia a considerare gli americani fonti attendibili ma questa ricetta ha catturato la mia attenzione per la sua accattivante semplicita' e leggerezza che non ti aspetti dalla cucina degli States.
Dopo una piu' attenta ricerca ho scoperto che questo dolce e' un vero e proprio classic, con una storia piuttosto interessante che si intreccia con la nascita dello stato Americano.
Molto in voga nel 900, vero e proprio must nella cucina  Afro-Americana, secondo alcuni storici questo dolce sarebbe nato proprio all'intero della comunita' nera e piu precisamente cucinato dagli schiavi negli stati del Sud perche' richiedeva una certa dose di lavoro manuale per monatre gli albumi a neve ferma.
 Probabilmente la prima ricetta di un dolce molto simile compare nella pubblicazione Mrs. Porter's New Southern Cookery Book, and Companion for Frugal and Economical, del 1871 con il nome di Snow-drift Cake.Un' altra tappa importante per la codificazione di questa ricotta e' il  ricettario di Mrs. Abby Fisher, prima donna di colore negli Stati Uniti a raccogliere le sue ricette in una pubblicazione del 1881, "What Mrs. Fisher Knows About Old Southern Cooking". Mrs Fisher chiama il suo dolce Silver Cake. Finalmente nel 1884 nel ricettario The Original Boston Cooking School Cook Book di Mrs.D.A. Lincoln, lo troviamo menzionato con il nome di Angel Cake.

Questo appellativo viene scelto ovviamente per la morbidezza e leggerezza dell'impasto la cui base consiste in albumi montati a neve, cremor tartaro, farina e zucchero e che nel tempo e' stato arricchito da diversi aroma come la vaniglia, la mandorla o gli agrumi.
Buonissimo anche da solo per una meranda golosa ma leggera, io l'ho combinato ad un mango curd e frutta fresca di stagione come albicocche o pesche. La prossima volta pero' sperimentero' una versione piu' peccaminosa magari farcendolo con strati di crema e ricoprendolo con una bella ganache. Alla prossima puntata!




Ingredienti per l' Angel Food Cake

240 g. di albumi (qualcosa come 6 uova)
200 g. di farina 00
3 g. di cremor tartaro
2 g. di sale
130 g. di zucchero
1 bacca di vaniglia e a piacere altri aromi (io ho usato il succo di limone)

Angel Food Cake ricetta

Tirate fuori dal frigo le uova. E' fondamentale che gli albumi vengano montati a temperatura ambiente.
Divedete gli albumi dai tuorli con estrema attenzione. Tracce di tuorlo negli albumi comprometterebbero il risultato del dolce.
Tenete 4 tuorli da parte per preparare il mango curd.
Montate gli albumi con una frusta elettrica o in una planetaria e a meta' procedimento aggiungete il cremor tartaro, gli eventuali aromi e un pizzico di sale. Continuate a montare  e aggiungete lo zucchero, cucchiaio a cucchiaio, fino a che gli albumi non abbiano raggiunto una cremosita' compatta e un aspetto lucido.
Con l'aiuto di una spatola per dolci aggiungete la farina poco per volta passandola al setaccio. Incorporate la farina con movimenti larghi dal basso verso l'alto cosi' da areare l'impasto.
Se non avete lo stampo classico per questo tipo di dolce potrete usare un qualsiasi stampo da dolce o ciambellone che imburrerete e infarinerete. Se invece usate quello apposito non ci sara' bisogno di imburrarlo. Una delle caratteristiche di questo dolce, infatti, sta proprio nel fatto che l'impasto tende, cuocendo, ad arrampicarsi alle pareti delle stampo.
Accendete il forno e preriscaldatelo a 170 gradi in modalita' ventilata.
Con l'aiuto di una spatola versate delicatamente l'impasto nello stampo avendo cura di non smontarlo.
Cuocete il dolce per 25-30 minuti. Per controllare la perfetta cottura potete premere con un dito la superficie dell'impasto. Se risulta elastica vuol dire che il dolce e' ben cotto.

Toglietelo dal forno e girate immediatamente lo stampo poggiandolo sugli apposite piedini o su una griglia. Lasciatelo raffreddare per un' ora circa e poi con l'auto di una lama di coltello provate a staccarlo dallo stampo avendo cura di non rovinarlo.



Ingredienti per il Mango Curd

450 g. di polpa di mango piuttosto maturo
90 g. di burro
70 g. di zucchero (se il vostro mango non e' troppo dolce  potete incrementare la dose)
1 lime non trattato
4 tuorli

Sbucciate il mango e riducete la polpa a cubetti. Frullatelo finche' non avrete ottenuto un composto cremoso e liscio. Unite la polpa del mango il succo di un lime, il burro a tocchetti  e lo zucchero in una ciotola resistente al calore. Cuocete il tutto a bagno maria mescolando constantemente con un cuccchiaio di legno finche' non avrete ottenuto una crema densa.
Lasciate raffreddare il mango curd e se volete conservarlo riponetelo in contenitori sterilizzati da marmellata.






sabato 3 agosto 2013

back on track...timidamente. Torta soffice alle prugne



Non canterei vittoria conoscendomi.

Questo blog e' fermo da mesi. Mesi intensi: lavoro, progetti che si accumulano e che non trovano forma, voglia di evasione, programmazione di viaggi, velleita' di diete e nuova virtuosa vita da salutista.

Quindi per farla breve il risultato di questa miscela caotica che e' la mia vita e' stato quello di non pubblicare nessun nuovo post.

Non che abbia mai smesso di cucinare. Non c'e' rifugio che preferisca e di cosi' facile raggiungimento della mia cucina per una sessione in solitaria di un paio d'ore davanti ai fornelli.

Ma c'e' un tempo per condividere e un tempo per fermarsi con se stessi e mettere in ordine.
Non c'e' niente di peggio che condividere a tutti i costi non importa cosa, rabbia, stanchezza, confusione e noia.
Certo in alcuni casi e' una terapia efficace ma un pizzico egoista.
In questi mesi mi sono rifugiata nei classici della cucina della mia infanzia nei sapori estivi della mia terra e ne ho goduto a pieno. In silenzio, senza i sensazionalismi e la bulimia di immagini che ultimamente infesta la nostra immaginazione culinaria e i nostri inseparabili smart phones.

Quello che oggi voglio condividere e' in linea con la filosofia gastronomica di questi ultimi mesi.
Casa, frutta succosa di stagione, semplicita' e salute.

Per questa torta di prugne  ho scelto di usare yogurt e olio di oliva al posto del burro. Invece dello zucchero raffinato ho usato dello zucchero di canna muscovado e mescolato la classica farina 00 con della farina di mandorle.

Il risultato e' una torta dall'aspetto rustico e dal color caramello dovuto allo zucchero ed estremamente soffice grazie allo yogurt.

Onesta come le mie ragione per essere scomparsa per un po'.

Ingredienti:
100 gr di farina 00
90 gr di farina di mandorle
5 prugne rosse ben mature
110 gr di zucchero muscovado
2 uova
100 gr di yogurt greco magro
50 ml di olio di oliva
2 cucchiaini di zucchero di canna
una noce di burro per imburrate lo stampo da torta
mezza bustina di lievito vanigliato


Montare le uova con lo zucchero con una frusta elettrica. Quando il volume delle uova sara' raddoppiato aggiungere lo yogurt e a filo l'olio d'oliva mentre si contunia ad usare la frusta.
Nel frattempo tagliare le prugne in 4 spicchi e cospargerle di zucchero di canna.

Nell'impasto di uova, yogurt e olio,  aggingere le due farine e il lievito e mescolare con una  spatola girando dall'alto verso il basso.

Versare il composto e disporre gli spicchi di prugna.

Scaldare il forno portandolo ad una temperatura di 180 gradi e infornare la torta per 40-45 minuti controllando la cottura con uno stecchino non prima che siano passati 30 minuti.

Servirla tiepida con una spolverata di zucchero a velo.








domenica 10 marzo 2013

la mia roma sparita...e ritrovata

  

I volti, le pietre, la città: Mario Carbone, Emilio Gentilini 1952 – 1985, fotografie dalla collezione del Museo di Roma in Trastevere, dal 1 Marzo al 5 Maggio, Museo di Roma in Trasvere.



La sensazione, allo stesso tempo sconfortante e confortante, che caratterizza i miei ritorni a Roma e' ultimamente la consapevolezza dell'immobilita' di questa citta' o quanto meno, la lentezza pachidermica che contraddistingue il suo processo di cambiamento. 
Impalcature che entrano a far parte del landscape metropolitano, quasi fossero state li' per millenni come il Colosseo, forni nascosti che sfornano nel cuore della notte cornetti caldi dal nome irriverente( sorchetta doppio schizzo), sempre gli stessi crateri formati dallo scrosciare dell'acqua di temporali estivi.
L'ora dell'aperitivo, la stessa di cinque anni fa, al solito posto...lo stesso buffet e lo stesso Cosmopolitan ( Freni e Frizioni)


 

Il cappuccino e il cornetto preferito, al bar dove andavi dieci anni fa e il barista del quale ricordi perfettamente il nome, che ti guarda come fossi un fantasma e ti chiede come va.
Questa e' la mia Roma a volte sparita perche' non piu' quotidiana, perche' ricordo e nostalgia ma sempre ritrovata e a volte riscoperta come nel caso di posti che, se fossi li, visiterei spesso come Eataly.
Filiale romana, aperta da meno di un anno, del riuscitissimo esperimento di marketing culinario per la vendita e la promozione delle eccelleze italiane-alti cibi-come recita il sottotitolo del nome.
Una sorta di grande centro commerciale stabilitosi sui 4 piani dell'abbandonato ex Air Terminal Ostiense, in un quartiere gia' colonizzato da un colosso della cultura gastronomica italiana: Il Gambero rosso, con la sua Citta' del Gusto.

La formula di Eataly prevede diversi reparti e ristoranti tematici, un piano dedicato a convegni, seminari, attivita' e perfino una libreria a tema gastronomico.
In qualche modo mi ha ricordato il concept dell'americano Whole Foods, approdato anche qui in terra Angla. Il punto e' che nei 4 piani, protagonista assoluta e' l'Italia e il suo variegato patrimonio culinario, mentre in uno degli, pur altrettanto grandi Whole Foods, si trovano prodotti di cucine di tutto il mondo che riescono nell'intento di riempire decine di scaffali.

Una paragone del genere vuole solo mettere l'accento sull'unicita' e la ricchezza di un Paese ultimamente troppo bistrattato e beffeggiato anche dai suoi stessi cittadini.
La scelta di mostrare al mondo il meglio della piccola e grande produzione enogastronomica italiana, rappresentata da marchi storici e da piccole produzioni di nicchia, e' un modello che si potrebbe e soprattutto dovrebbe seguire per promuovere altre eccellenze italiane.

Accogliere e guidare il consumatore e l'appassionato di cibo in un viaggio attraverso il nostro paese, non declamando primati ma facendoli assaggiare e lasciando la possibilita' di portarseli a casa e' quello che ho visto a Eataly.



E sull'onda di questa idea sono felice di condividere con voi la conoscenza di un artigiano del gelato che predica e non solo, gli stessi valori. 

Nella vecchia e sgangherata Roma del mio cuore, nel quartiere San Lorenzo, c'e' ora il Gelataccio.
Il meglio degli ingredienti del Lazio, quando possibile, danno vita al gelato alle fragole di Terracina, al caffe' di Sant'Eustachio, alla ricotta D.O.P. di Rieti con l'anice, alla ciliegia Cerasa di Palombara Sabina o alle nocciole dei Monti Cimini.
Gli fanno compagnia ingredienti ormai internazionalmente riconosciuti come il Pistacchio di Bronte certificato o il marsala siciliano per aromatizzare lo "Zabaione Vecchio Marsala".
 Il tutto puo' essere gustato mangiando da coppette e cucchiaini della Minimo Impatto, azienda di Fiano Romano che fa prodotti biodegradabili e compostabili.
Insomma, con un po' di anticipo sulla tabella di marcia delle stagioni, io andrei a dare un'"assaggiata" per supportare un mastro gelataio onesto che crede in quello che fa e soprattutto per gustarvi un po' di quella Roma sparita che amo tanto.










sabato 21 luglio 2012

sweets for singles...clafoutis monoporzione




Dite la verita', alla notizia che avrete dieci persone a cena scatta il momento di panico. E si, perche' cucinare per un numero che superi il solito per 2 o per 4 non e' semplice.
Ci sono da rivedere le dosi, i tempi di cottura, il numero di conteniori e pentole e addirittura i piatti da mettere a tavola.
Alzi la mano chi di voi ha o ha mai posseduto un servizio da 12?
Bhe, personalmente ad avere 6 piatti tutti uguali gia' mi sento sufficientemente attrezzata.
Ma, un momento! Ora pensate ad un pasto come si deve per una sola persona!
Altrettanto difficile direi.
La monoporzione a meno che non sia congelata e precotta non e' cosi' comune nei ricettari. Mi stupisco del fatto che in un' epoca di pari "opportunita'" come la nostra, in cui, i ritmi e le ambizioni ci portano sempre meno ad avere una vita quotidiana di clan, un single, impegnato e rampante non abbia il diritto di prepararsi una monoporzione gourmet.
Bhe questa e' la mia risposta per il dessert. Il clafoutis per sua natura e possibile prepararlo in cocottine e con queste dosi potrete preparare un paio di monoporzioni da gustare in momenti diversi della giornata. Tiepido o addirittura freddo! A voi la scelta!

Ingredienti
100 g di ciliegie
30 g di farina
1 uovo intero
30 dl di latte
4 cucchiaini di zucchero
3 cucchiaini di granella di pistacchi
una noce di burro


Preriscaldate il forno a 180 gradi.
Sbattere l'uovo con la zucchero. Aggiungere la farina e la granella di pistacchio. Mescolare bene con una frusta evitando che si formino dei grumi.
Diluite il tutto con il latte.
Snocciolate le ciliegie.
Prendete le vostre cocottine da forno e imburratele. versate parte dell'impasto nella cocottina e infornatelo per qualche minuto. Quando si sara' addensato ricopritelo con le ciliegie e con il resto della crema. Riinfornate per un 20 minuti mezzora.
Una volta pronto, lasciate raffredare il clafoutis e gustatevelo tiepido. Il sapore acidulo della frutta e quello vellutato della crema e del pistacchio si distingueranno meglio.

domenica 22 aprile 2012

Crumble fragole, rabarbaro e ... banana!



Post breve e per niente originale per la blog sfera culinaria, scritto una domenica pomeriggio quando non hai altra voglia che viziarti.
Se cercate su google le prime tre parole del titolo avrete una sfilza di risultati.
L'ultima parola trattasi di una mia aggiuntina last minute perche', aprendo il frigo per prendere il burro, ho sentito una vocina che diceva: " ti prego mangiami!"
Era l'ultima banana di un glorioso casco che tanto gloriosa non pareva piu'!
Cosi',  sempre fedele a me stessa e al mio stile in cucina l'ho inserita di straforo nell'insalata di frutta prepata come base per il mio crumble.

 Ingredienti:
2 coste di rabarbaro
400 grammi di fragole
1 banana (opzionale)
100 grammi di burro (semisalato sarebbe perfetto)
130 g di farina
1 cucchiaino di lievito vanigliato
1 cucchiaino di fecola di mais
3 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di zucchero vanigliato
panna fresca, non zuccherata o yogurt greco con miele o gelato alla vaniglia (come accompagnamento)

Tagliate il rabarbaro a rondelle di circa un centimetro di spessore unite le fragole tagliate a meta' e la banana, a rondelle anch'essa.
Posizionate la frutta in una teglia per dolce o crostata, aggiungete lo zucchero e il cucchiaio di fecola e mescolate con le mani.

Intanto in una ciotaola mescolate farina, lievito, zucchero vanigliato e un pizzico di sale nel caso in cui stiate usando il burro normale (e non quello salato). Mescolate tutto per bene e aggiungete il burro a tocchetti gia' ammorbiditi perche' li' avrete lasciati fuori dal frigo per un po'.

Poi con le mani cominciate a incorporare burro e farina facendo in modo di create un impasto di briciole.

Accendete il forno e portatelo a temperatura, all'incirca 170 gradi. Poi cospargete le briciole sulla frutta cosi' da coprirla uniformemente.
Infornate il tutto per una cinquantina di minuti fino a che il crumble non avra' un colorito dorato.

Servitelo tiepido accompagnato da una noce di panna montata non troppo zuccherata, oppure yogurt greco addolcito con del miele o ancora gelato alla vaniglia.
E perche' no! qualche fogliolina di menta per decorare.


sabato 13 agosto 2011

buona domenica...




Ok, non e' domenica ma e' come se lo fosse quando mi sveglio senza la fretta di buttarmi sotto la doccia e scegliere i vestiti giusti per una lunga giornata in cui, lavorativamente parlando, dovro' cambiare ben due personalita'.
Allora, anche se oggi e' sabato, mi sveglio, mi alzo con calma e decido di cucinare una pranzetto come si deve.
Arrosto di agnello accompagnato da salsa allo yogurt, menta e dragoncello, insalata di rucola e crumble di pesche e albicocche aromatizzate alla menta.
L'arrosto e' una ricetta che desideravo provare da un po'. Si tratta di una bella coscia di agnello cotta al forno  e aromatizzata con rosmarino, aglio e filetti d'acciuga.
La salsa allo yogurt e menta e' abbastanza un classico. Serve soprattutto a dare una punta di freschezza al palato, visto il sapore robusto dell'agnello. Lo stesso vale per la rucola, il suo retrogusto piccante si sposa bene con la salsa, alla quale per problemi logistici non  ho aggiunto il limone (la morte sua!) ma un cucchiaino di aceto di mele.
Ma parliamo del dessert... niente di piu' semplice di un crumble. Usi la frutta di stagione che preferisci,  e' pronto in un attimo e funziona benissimo come coccola last minute.
L'idea di profumare le frutta con la menta me l'ha data un'amica che in un pomerigio d'estate mi ha preparato un bicchiere goloso di pesche, gelato alla vaniglia e menta fresca. Quindi per la proprieta' transitiva, perche' non servire il vostro crumble tiepido con un po di gelato alla vaniglia?
 
 e poi che dire ... buona "non" domenica a tutti!

Heston's coscia di agnello arrosto...a modo mio
Allora per gli anglofili e/o aglofoni rimando alla ricetta del link. Io, come al solito ho apportato qualche modifica, soprattutto alla fase di cottura, privata di qualche passaggio per questioni di tempo.


Ingredienti per l'agnello

una coscia di agnello all'incirca 600/700 g. (io ho usato solo la parte alta)
4 filetti acciuga sott'olio
3 spicchi d'aglio
olio d'oliva
vino bianco
sale

Per la salsa allo yogurt

3 cucchiai di yogurt greco
6 foglie di menta fresca
qualche fogliolina di dragoncello fresco
1 cucchiaino di aceto di mele
un generoso pizzico di pepe nero

Togliete l'agnello dal frigo e lasciatelo riposare per un quaranta minuti.
Prendete una pentola per arrosti e rosolate l'agnello in olio d'oliva e aglio.
Intanto prendete i restanti spicchi d'aglio sbucciati e tagliati a meta', poi i filetti di acciuga, anche loro tagliati a meta'. Avvolgete le acciughe intorno all'aglio e a qualche foglia di rosmarino.
Quando avrete preparato questi mini fagottini, fate dei tagli sulla superficie della carne ed incastonatevi le alici con il loro ripieno.
Ultimate poi la cottura dell'arrosto in forno. Bagnatelo con del vino bianco e olio d'oliva. Di tanto in tanto giraterlo ed irroratelo con il succo di cottura. Io lo terrei tra i venti e trenta minuti cosicche' risulti ancora leggermente al sangue.

Per la salsa tagliate grossolanamente le foglie di menta e dragoncello, unitele allo yogurt, poi conditela con aceto, olio sale e pepe. Lasciate riposare la salsa almeno per una mezz'ora.


Ingredienti per il crumble di pesce e albicocche

2 belle pesche mature  a pasta gialla
quattro albicocche belle mature
3 foglie di menta fresca
1 cucchiaio di Southern Confort
4 cucchiai di zucchero di canna
4 cucchiai di farina
50 g. di burro

Sbucciate le pesche e tagliatele a tocchetti, poi private le albicocche del nocciolo e  tagliatele a pezzetti.
In una padella avrete messo due noci di burro e due cucchiai di zucchero di canna. Unite la frutta e sfumatela con il liquore. Lasciate la andare a fuoco basso aggiungete la menta e un cucchiaio di acqua tiepida.
Intanto avrete fatto ammorbidire il burro fuori dal frigo. In una ciotola unite burro farina e zucchero rimasto e velocemente, con la punta delle dita formate delle briciole.
Quando la frutta sara' morbida ma non troppo, mettetela in due cocottine da forno. Ricopritela con le briciole e infornatela per una decina di minuti, di cui gli ultimi due solo grill.
Servite il crumble tiepido con del gelato alla vaniglia. 







































domenica 6 marzo 2011

io e la mia torta di mele

Sono orgogliosa di presentarvi la mia torta di mele!!!
Allora, adesso so che vi affretterete a leggere la ricetta per capire cosa ha di tanto speciale la MIA torta di mele.
Ecco niente! velo dico io... oggettivamente parlando e' una comunissima torta di mele (vabbe' a parte un insignificante tocco di originalita' che individuerete nell'impasto). La cosa speciale e' che e' la prima volta che ripetendo l'esperimento ottengo un risultato soddisfaciente! Questo significa solo una cosa!!! HO FINALMENTE MESSO A PUNTO LA PRIMA RICETTA DI TORTA DELLA MIA CARRIERA CULINARIA!!!
Si perche' con i dolci come forse avrete notato dalla scarsita' delle ricette nel blog non ci so fare molto.
Attibuisco questa mia debolezza alla mia naturale allergia alla "norma". La pasticceria e' una questione di rigore, chimica insomma scienza e l'improvvisazione raramente da buoni frutti. Quando succede trattasi di botta di... fortuna!
Quindi, umilmente, partendo dalle basi, eccomi ad inaugurare una stagione di disciplina dolciaria con questo classico della pasticceria casalinga italiana.

PS. Se pur fiera del mio piccolo passo accetto suggerimenti. Raccontatemi la VOSTRA torta di mele!!!

Ingredienti
2 uova
150 g di zucchero
70 g di burro
200 g di farina autolievitante
1 bustina di lievito vanigliato
mele a piacimento...a me piacciono le cox, classiche mele inglesi utilizzate anche per produrre il sidro, dal gusto zuccherino e aromatico
cannella un paio di cucchiaini
il succo e la scorza di un limone non trattato.
due cucchiai di panna acida
latte quanto basta

Lasciate ammorbidire il burro ridotto a tocchetti fuori dal frigo. Sbucciate le mele e conditele con il succo del limone e la cannella. Lasciatele marinare mentre preparate l'impasto del dolce.
Intanto montate le uova con lo zucchero con l'ausilio di una frusta elettrica. Il composto dovra' diventare una crema spumosa e raddoppiare di volume.
Aggiungete poi il burro ammorbidito continuando ad impastare inergicamente.
Unite il lievito alla farina e poi, cucchiaio dopo cucchiaio il tutto alla base cremosa.
Diluite il composto man mano che aggiungete la farina con la panna acida e con il latte poco alla volta quanto basta per dar vita ad un impasto liscio
Per finire grattuggiate nell'impasto la scorza di limone, aggiungete meta' delle mele.
Imburrate una tortiera del diamatro di circa 20 cm e versate il composto. Adagiate infine gli spicchi di mele rimaste sulla superficie della torta. Informate in forno gia' caldo a 180 gradi (gas 6-7) e lasciatela cuocere per circa un 30 /40 min.

English version

I'm very proud of introducing to you all my apple pie Italian style!!
Ok , now, don't rush looking at the recipe because, actually you'll find it quite ordinary. Yes, a part from a detail not as important as some sour cream inside the pastry this is a very ordinary recipe of an Italian apple pie!
The fact it's MY first recipe of a tart ever! Yes, you would say that in my blog there are others but this is that sort of recipe that you can rely on. In fact I did it almost three times so far and it is always delicious.
As a matter of fact I can't define myself a great pastry chef. I do think that I have some allergic decease of rules and in the other hand the pastry making is a matter of exactness.
So I promise that this is the beginning of a new season of commitment. My resolution for the future: be a proper pastry chef!


Ingredients

2 eggs
150 g caster sugar
200 g of self rising flour
70 g butter
16 g of baking powder
1 lemon bio
2 teaspoons of cinnamon
2 table spoons of sour cream
Cox apple as many as you like!
some milk as required

Peel, core and quarter the apples, then slice thinly. Put the apple slices in a bowl and pour over the lemon juice, mixing well. Add some cinnamon. let them stay for a while.
In a bowl combine the eggs and the sugar. Whisk with a hand mixer until the mixture has a light and fluffy mouse-like texture. Add the melted butter and keep whisking and then add a little at a time the flour previously mixed with the baking powder. When the mixture become to firm add the sour cream and some milk.
A the end put part of the apple into the pastry and keep the rest of them for the surface of the tart.
Poor the mixture into a 20 cm springform tin brushed with some butter and put it into the oven at 180º for around 30/40 min.

giovedì 30 dicembre 2010

Stasera per cinema... ultimo appuntamento 2010



Lasciami entrare
Låt den rätte komma, Let the Right One In
vs
Panna cotta natalizia dai sapori scandinavi

Difesa Jubecca
vs
La gatta




Per dicembre ti propongo di andare con la mente, la visione, e la cucina in Svezia: Lasciami entrare (Låt den rätte komma in, o in inglese: Let the Right One In) è un film considerato horror diretto da Tomas Alfredson. Si tratta di un adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di John Ajvide Lindqvist, che è anche autore della sceneggiatura. In realtà è un film sentimentale, non è considerato un horror perchè fa paura ma perchè si ambienta nel mondo dei vampiri. Tuttavia si ambienta anche nel mondo dei bambini. Ecco, gli indizi sono tra le righe: hai il rosso, la dolcezza, la tenerezza, l'aspro e il rude della verità cruda (sebbene sia fantasia) e l'intenerimento di essa. Ogni realtà che viene subito capovolta di segno da una saggezza che nasce da questa stessa sua crudezza.



Quando di solito ho a che vedere con la Svezia e' perche' sono alle prese con il montaggio di un mobile Ikea. Ora pero' anziche' montare smonto!!! Che questo moto di ribellione sia di auspicio al nuovo anno!
Allora ... ho preso la ricetta delle brioscine svedesi dal nome impronunciabile e ho deciso di usare i suoi ingredienti per la mia panna cotta. Il cuore di questo dolce al cucchiaio e' invisibilmente bianco... niente rosso sangue... e' solo essenza, essenza di cannella e cardamomo. Puo' essere accompagnata da una salsa al cioccolato aromatizzata all'arancia o perche' no! per i vampiri mancati... amanti delle notti senza alba con una sanguinaria salsa ai frutti rossi!!

Ingredienti

300 ml di panna
200 ml latte intero
50 g di zucchero
1 bacca di vaniglia
1 cucchiaino di cannella
2 bacche di cardamomo

Fate bollire la panna e il latte intero in una casseruola insieme agli aromi ( un cucchiaino di cannella e due bacche di cardamomo), appena bolle spegnere e far raffreddare 3 minuti. In una ciotola di acqua fredda avrete immerso precedentemente 3 fogli di colla di pesce. Strizzateli e aggiungeteli alla panna. Girate finche non si saranno sciolti per bene. Poi versate, filtrandolo con un colino, negli stampini. Fate riposare in frigo fino a che il composto non sara' ben fermo. Megli ancora se si prepara la panna cotto la sera prima di servirla.
Per la salsa ho fatto sciogliere del cioccolato fondente a bagno maria con l'aggiunta di un po' di latte e del succo di un arancia.

English version

300 ml double cream
200 ml milk
50 g of caster sugar
1 tea spoon of cinnamon
vanilla seeds
2 cardamom seeds


First soak the gelatine leaves in a little cold water until soft. Then place the milk, cream, vanilla cinnamon and cardamon and sugar into a pan and bring to a simmer. In the meantime Squeeze the water out of the gelatine leaves, then add to the pan and take off the heat. Stir until the gelatine has dissolved. Divide the mixture among four ramekins and leave to cool. Place into the fridge for at least an hour, until set.
For the sauce place some dark chocolate into a pan and melt it at "bagno maria". Add some juice of 1 orange and stir.








domenica 8 agosto 2010

Rosso di sera bel tempo si spera



Crostatine di buon augurio nella speranza che questa estate londinese non sia del tutto terminata.
Tra lo sconforto e i luoghi comuni del tipo:" questi pomodori non sanno di niente", oppure :" ma ti pare che devo comprare fagiolini che arrivano dal Peru'?" mi consolo con una bella selezione di frutti di bosco che qui, almeno, sono abbondanti e decisamente piu' a buon mercato che in Italia.
Queste tortine sono il mio modo per accorciare le distanze tra Inghilterra e Italia, un connubio perfetto tra nord Europa e Italian Style poiche' la base della pasta frolla ( niente pasta sablée, né brisè, né sucrée etc.) e' by Giovi, cuoca italiana"doc", nonche' mamma ... il che rende tutto piu' dolce!

Ingredienti per la pasta frolla di Giovi
400g di farina
150 g di zucchero
150 g di burro
1 tuorlo
2 uova intere
una bustina di vaniglina ( io ho usato essenza di vaniglia)
1 cucchiaio di lievito per dolci

Per la crema pasticcera
3 tuorli
1/2 litro di latte
100 g di zucchero
50 g di farina

Frutti rossi
lamponi
mirtilli
ribes
more
fragole

Posizionare a fontana la farina setacciata con il lievito e lo zucchero su un piano per impastare. Aggiungere poi al centro il burro sciolto leggermente a bagno maria e le uova.
Aiutandosi con una forchetta cominciare a sbattere leggermente le uova incorporando la farina gradualmente fino a che non otterremo un impasto da lavorare a mano ( ma non troppo per evitare che l'impasto si riscaldi a discapito della friabilita').
Avvolgete poi l'impasto nella pellicola e riponetelo in frigo per almeno un paio di ore.
Nel frattempo preparate la crema pasticcera, ponendo in una casseruola dal fondo antiaderente 3 tuorli. Aggiungete lo zucchero creando una bella crema, poi aggiungere la farina setaccita e continuate ad amalgamare. A filo aggiungete il latte leggermente tiepido nel quale avrete lasciato in infusione una scorza di limone e la vaniglia.
Mettete sul fuoco il composto e girate con una frusta fino a quando non si sara' perfettamente addensato. Quando la crema sara' densa lasciatela sibollire per un paio di minuti e toglietela da fuoco.
Tirare la pasta frolla fuori dal frigo, aspettare una mezz'ora che ritorni a temperatura ambiente e poi stenderla con uno spessore di un paio di centimetri.
Imburrate accuratamente gli stampi da crostata (se utilizzate il silicone ovviamente non sara' necessario) e adagiatevi i dischi di frolla. Cuocete la base che avrete bucherellato e ricoperto di fagioli secchi per all'incirca 20 min (il tempo che si colori leggermente) a 170°C.
Tirate la base della crostata fuori dal forno e aspettate che si raffreddi.
Infine farcite le crostatine con la crema e divertitevi a guarnirle con la selezione di frutta che avrete preventivamente marinato con dello zucchero e una spruzzata di limone.

English version

Ingredients for the Giovi's pasta frolla
400 g all purpose flour
150 g butter
150 g sugar
2 eggs and 1 yolk
1 spoon of baking powder
vanilla sugar or vanilla essence

For the cream
3 yolks
100g sugar
50g flour
vanilla essence
zest of lemon

Red fruits
strawberries
blackberries
blueberries
redcurrants
raspberries


Make the pasta frolla first: sieve the flour as a fountain, add sugar, vanilla sugar and baking powder. On the middle of the fountain make a hole and add the butter slightly melt and he eggs.With a fork beat the eggs and start to mix gradually eggs butter and flour till you can make a dough. Only work the dough so long as necessary to get all the ingredients together into a uniform mass but not longer. Flatten out slightly, wrap in plastic and transfer to the fridge for at least two hours.
In the main time you can prepare a cream whisking three yolks with sugar and then flour. Next add some tepid milk flavoured with lemon zest and vanilla. Stir it slowly and gently.
Set the pot to heat over a low flame, stirring gently, until it barely reaches a slow boil.
Once the dough has rested enough remove it from the fridge and wait about 20-30, minutes just enough to make it workable. Pre-heat the oven to 170°C. Roll the dough to the desired thickness using all the flour you need to keep it from sticking to you rolling pin and the working surface. Once rolled out, transfer it (extremely carefully, help yourself by rolling the dough around the rolling pin) to a tart forms. Trim off all the excess dough and brush off any excess flour with a pastry brush. At the end riddle the bottom of the tars and put on top some beans. Bake for about 20 or 30 minutes, till gold brown, turning the cake around midway.
Let cool the pastry before and then fill it with cream and fruit al ready dressed with sugar and lemon juice.




domenica 5 aprile 2009

Torta al cioccolato al sapor di mirtillo


E' una domenica mattina, è Aprile e la prima cosa che faccio, appena scesa dal letto è uscire a respirare l'aria di primavera. Ma la seconda cosa, vabbè la terza, perchè la seconda è dare la pappa al mio gatto, è preparare la colazione per un po' di coccole fai da te. Questa mattina insieme ad un caffè bollente mi concedo una fetta di torta al cioccolato profumata al mirtillo. In mancanza di mirtilli freschi ma folgorata dall'idea di questo abbinamento, ho usato uno yogurt ai mirtilli.
Il risultato è interessante anche se ben lontano da quello che avrei ottenuto usando i frutti freschi. Lo yogurt comunque ha sostituito in parte il burro e ha reso soffice l'impasto. Dunque direi che se non avete voglia di ricordi ma di cose concrete potete usare ugualmente lo yogurt ma al naturale. Buona colazione e soprattutto buona primavera a tutti.

Ingredienti:

100 g di mandorle
150 g di farina manitoba
3 uova
200 g di zucchero
1 vasetto di yogurt ai mirtilli
zucchero a velo
150 g di cioccolato extra fondente
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1/2 bustina di lievito vanigliato per dolci

Tritate le mandorle finemente con il mixer, mescolatele alla farina, al lievito e al bicarbonato. Con una frusta elettrica montate le uova con lo zucchero finchè il volume della crema non sarà raddoppiato. In un pentolino fate sciogliere il burro con il cioccolato fondente. Unite la ganache alle uova montate e mescolate con delicatezza. Aggiungete lo yogurt e infine la farina mescolata con gli altri ingredienti secchi.
Inburrare uno stampo da torta del diametro di 20 cm e infornate per 20-30 min circa a 180°.

lunedì 8 dicembre 2008

Pierre Marcolini, Chocolatier


Solo una segnalazione.
Per puro caso mi è capitato di assaggiare questo cioccolato! squisito! ma d'altronde ho avuto la fortuna di assaggiare una creazione di un maître chocolatier.
Dunque in attesa di una nuova degustazione magari varcando la soglia del mondo del cioccolato di Pierre Marcolini vi lascio questo appunto.