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giovedì 19 agosto 2010

Stasera per cinema



Gatto nero gatto bianco
vs
Burek my way

Difesa Jubecca
vs
La gatta




Gatto nero, gatto bianco è un film del 1998 finanziato da una produzione Jugoslavia/Francia/Germania e diretto dal regista bosniaco Emir Kusturica. È girato in lingua romaní e lo potremmo definire un affresco grottesco, a tratti ilare, divertito; una spirale coinvolgente di sentimenti che hanno perfino un non so ché di rude, di primigenio. Agresti, persi nella natura, rudi, quasi grezzi, i nostri protagonisti si situano assieme alla storia tra il fiume Danubio e gli animali ed i boschi che circondano le case dei gitani lungo il fiume. Un sapore che coinvolge, col gusto della terra e della comunanza, apparentemente folle, ma molto umana, tra persone e tra sapori.


Burek o Borek, nelle sue numerose varianti, disegna una geografia gastronomica che abbraccia storia popoli e culture. Popolare nella cucina ottomana e' rimasto tale nei paesi interessati dalla loro denominazione. Un cibo che avvicina piu' di quanto la politica sia stata in grado di fare per queste genti. Un sapore balcanico, popolare, onesto e semplice che si adatta ai luoghi e alle storie intrecciate di popoli fratelli. Un sapore a me caro perche' sa di mediterraneo - la mia casa- ma che con il suo accostamento di spezie e consistenze ci accompagna ad oriente, un oriente poi non cosi' lontano per i nostri palati.

Ingredienti
250 g di carne macinata di agnello
2 fogli di pasta yufka o fillo
1 cucchiaino di paprica
1 cucchiaino di allspice (mix di cannella, noce moscata, zenzero e chiodi di garofano)
pepe nero
1 cipolla a pasta gialla
1 carota
1 costa di sedano
aneto
semi di sesamo
burro
sale
olio d'oliva

In una padella antiaderente riscaldare dell'olio d'oliva e far imbiodire la cipolla. Soffriggere la carota e i sedano tagliati a tocchetti. Unire poi il macinato e le spezie. Salare a piacere la carne
Cuocere il composto facendo attenzione che non si asciughi troppo.
Torare fuori da l frigo due fogli di pasta fillo di forma rettangolare e con un pennello spennellare la superficie del primo con del burro fuso.
Diporre il composto di carne sul lato piu lungho della pasta e formare un rotolo che andrede a spennelare sulla superficie per arrotolarlo intorno ad un altro foglio, anche esso inburrato.
In una teglia antiadente disponete il rotolo in forma di spirale.Cospargetelo con semi di sesamo e cuocetelo in forno per una ventina di minuti a 200 gradi.
Servitelo tiepido in moda da esaltarne tutti i sapori.

English version

Ingredients
250 g of ground lamb
2 phyllo or yufka pastry sheets
1 teaspoon of paprika
1 teaspoon of allspice ( mix of cinnamon, nutmeg, ginger and cloves)
1/2 teaspoon of black pepper
1 medium yellow onion, peeled and chopped
1 carrot
some celery
3/4 cup butter, melted
some sesame seeds

Heat a large frying pan and add the oil. Saute the onion, the carrot and some celery until soft, and then add the ground lamb, allspice, paprika some salt and black pepper to taste. Cook until the meat is crumbly but not dry. Cool completely before you continue.
Lay 1 sheet of phyllo dough on the counter. Brush with some of the butter. Place the meat mixture across the sheet along the long side. Fold the bottom over the meat mixture and roll into a snake shape. Take an other sheet and after having brushed it with other butter wrap the previews roll dough. Place on a nonstick baking pan and making a coil. Brush with additional butter and spread some sesame speeds on top. Bake in a preheated oven at 200 degrees for 20 minutes or until just golden.

domenica 24 gennaio 2010

Stasera per cinema...

L'homme qui aimait les femmes
vs
Tarte Tatin pere e caprino


Difesa Jubecca vs La gatta





Allora tesoro, stasera per cena ti propongo L’uomo che amava le donne, (L'homme qui amait les femmes).
È un film del 1977 diretto da François Truffaut, se dolce o amaro, non saprei, la questione andrebbe quantomeno aggirata… è di certo saporito, si, ma non piccante, al limite direi speziato, quello che ti resta non è una libidine o un’eccitazione, ma quasi un’indecisione, una riflessione… come quando non ti alzi ancora da tavola per indugiare, sei sazio, non sei appesantito, ma non puoi certo dire di volerti alzare… non ancora, pensi… meglio rimanere ancora io e te sulla scia dei pensieri... sulla scia del gusto…
È un film ricco, tesoro, certo, ma al contempo di gusto sobrio, intendo dire che non ci sono molti elementi, ma questi pochi gusti hanno un sapore deciso, netto, così come lui ama tutte le donne e non sa venirne fuori, ti fa pensare che non ha senso venirne fuori... che ha più senso indugiare su un sapore nel palato sotto la superficie, vibrante, ti accompagna, si prolunga in gola… è un film francese, è un film pienamente francese…





Mio caro, lasciami dire che leggenda vuole che questa torta al contrario sia nata dall' errore di una donna mentre ancor piú leggendario risuona nella nostra memoria culinaria l'amore tra formaggio e pere. Antipasto o dessert? Inizio o fine? Errore o amore?
É solo un piatto pienamente francese.....


Ingredienti
3 pere conference
due cucchiai di miele d'acacia
1 cucchiaio di olio di oliva
pepe nero da macinare
cannella
100 g di formaggio caprino
1 manciata di pistacchi salati

Preriscaldate il forno fino a portarlo ad una temperatura di 180 gradi. Nel frattempo, pelate le pere e privatele del torsolo e dei semi. Tagliatele a spicchi e infine a striscioline. In una padella fate sciogliere l'olio e il miele a fuoco lento e aggiungete le pere. Spolverate il tutto con del pepe appena macinato e della cannella e mescolate delicatamente per circa 3 o 4 minuti, il tempo che la frutta si dori in superficie.
Inseguito disponete a raggiera le fettine di pera, in uno stampo da torta del diametro di 20 cm, precedentemente imburrato. Ricopritele in seguito con delle rondelle di circa 1 cm di spessore ottenute tagliando la buche di caprino.
Stendete infine il disco di pasta sfoglia cosi da coprire i due strati, facendo in modo di pressarne i bordi verso l'interno dello stampo.
Infornare a 180 gradi per una ventina di minuti.
A fine cottura capovolgete lo stampo su una griglia e spolverate la torta con la granella di pistacchi che avrete precedentemente ottenuto pestandoli grossolanamente. Salare e pepare a piacimento e servire la torta a temperatura ambiente.

giovedì 20 settembre 2007

Tortino ai fichi


Nelle mie peregrinazioni web tra food blogger più esperti di me, in cerca di ispirazione ho letto questa ricetta che vorrei proprio provare!

per 6 tortini o una torta grande:

pasta brisée come qua
160g di caprino
1 uovo
1 cucchiaio di senape (con grani)
1 cipolla rossa
2 fichi
erba cipollina
1 noce di burro
sale e pepe
qualche filetto di mandorla o pinoli
Preparate la pasta brisée come qua e mettetela in frigo per mezz'ora. Stendetela poi in piccole tortiere monoporzione (o in una grande) e fatela dorare in forno caldo a 180° per 10 minuti. Nel frattempo amalgamate bene il caprino, il cucchiaio di senape, l'uovo e una punta di sale. Fate stufare lentamente in una noce di burro la cipolla rossa tagliata fine e mezzo bicchiere d'acqua, coprite fino a che la cipolla diventa lucida e trasparente. Tagliate i fichi a fettine sottili. Estraete dal forno le tortine, disponeteci un cucchiaio di crema di caprino, sistemate le cipolle e i fichi. Rimettete in forno per altri 10 minuti circa. Appena prima della fine cottura, colorate le tortine con qualche stelo di erba cipollina, le mandorle e un filo d'olio. Rimettete ancora 2 minuti in forno e servite calde con insalata verde.

lunedì 10 settembre 2007

La pâte brisé della Memè

Qui comincià la serie: Raccontami una ricetta
Non so voi ma le ricette che preferisco sono quelle donatemi o raccolte in occasioni speciali.
Ci sono piatti e sapori che mi ricordano momenti, fasi della mia vita, che associo a soprese, viaggi, scoperte e conoscenze; e molto spesso, chiudendo gli occhi, ad un sapore associo un volto!
Così, pubblicando questa serie di ricette, tanto generosamente affidatemi, sarà come raccontare un po' delle cuoche e cuochi incontrati.

E allora... la Pasta brisé della Memè! La Nonna non è la mia ma della mia ex coinquilina Chantal, con la quale ho diviso un accogliente e charmant monolocale in 209, Bd. Saint Germain a Paris!
In quei mesi trascorsi nello "stato di grazia"di studentessa erasmus ho fatto la conoscenza della quiche, soluzione pret à manger, alla fame che solo il girovagare a naso in sù in una città come Paris ti provoca. Ad un primo approccio con la versione congelata dell'incontournable quiche lorraine, è seguita la fase "me la faccio da sola" ed è là che è intervenuta la Memè.






 














Direttamente dall'Alsazia ecco la sua versione della pasta brisée, requisito fondamentale per poter dar vita a tutte le quiche che vi passano per la testa!

Ingredienti:
200g di farina 00
100g di burro (meglio se burro salato, meglio se francese...)
1 pizzico di sale (ovviamente se la base vi servirà per dolci evitate)
1 cucchiaio di zucchero ( ovviamente solo per la versione dolce)

Tagliate il burro a tocchetti e lavoratelo con la farina, con la punta delle dita. Aggiungete all'occorrenza sale o zucchero e un po' di acqua leggermente tiepida, quella che basta per creare un pasta liscia.
La pasta brisée non va lavorata troppo altrimenti il burro si riscalda e l'impasto non tiene bene.
NB. in questa ricetta la Memè non mette l'uovo e il risultato è una pasta più friabile, se invece avete difficoltà con l'impasto o volete una base un po più resistente per un ripeno abbondante potete aggiungere un uovo.
Infine, creato un panetto, ora bisognerà avvolgerlo ad un pellicola e farlo riposare per un' oretta in frigo.
Per la cottura io consiglio di cuocere in bianco la pasta in uno stampo imburrato per un 10 min.a 180° e poi terminare la cottura con il ripieno per altri 15 min circa.