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lunedì 13 ottobre 2014

the essential challenges...parte prima. Pasta per bignè



Con questo post inauguro una nuova rubrica di questo blog. The essential challenges.

Per quanto trovi estremamente divertente e soddisfacente raccogliere qui le testimonianze dei miei imperfetti esperimenti culinari e le storie raccontate o vissute nei pressi di cucine e tavole imbandite a totale beneficio di me stessa, e' arrivato il momento di lasciare qualcosa ai posteri. 
Questa affermazione piuttosto pretenziosa deve essere il risultato dell'eta' che avanza inesorabile ma anche del fatto che un blog concepito come un ricettario da consultare all'occorrenza deve poter annoverare una serie di preparazioni base sulle quali poi poter esercitare la propria fantasia estemporanea. Insomma l'idea e' quella di creare un piccolo prontuario di scuola di cucina che veda preparazioni più o meno complesse che ricorrono nella cucina italiana e molto spesso internazionale come la pasta all'uovo, pasta per la pizza, focacce e perché no, pane e poi basi per dolci, creme, salse e cosi' via.
Il mio primo esperimento e challenge sara' la pasta dei bignè, preparazione pasticciera di origine francese inventata nel 500 e che prende il nome probabilmente dalla similitudine dei bignè' con la forma di piccoli cavoli, appunto choux in francese.
Questa scelta la devo agli innumerevoli esperimenti che non so bene perché mia madre si ostinava a fare quando ero bambina. In effetti stentavo a capire quale fosse la profonda motivazione che la portava a snobbare una semplice torta di mele e a preferire questa ricetta che a memoria rappresentava decisamente un challenge.
Sara' forse proprio questa la risposta? O forse solo la golosità e l'irresistibile fascino di un profiterole? Basterebbe solo chiedere ma prima mi metto a lavoro.



Ingredienti per circa 30 bignè

200 ml di acqua
100 g di burro a tocchetti
mezzo cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero per preparazioni dolci.
130 g di farina
4 uova di grandezza media, all'incirca 50-55 g l'una a temperatura ambiente

Portare ad ebollizione l'acqua, con il burro tagliato a tocchetti il sale e per preparazioni dolci un cucchiaio di zucchero in un pentolino dal fondo spesso.
Aggiungere la farina setacciata in una volta sola allontanando il pentolino dal fuoco. Mescolare con una frusta e poi rimettere il tutto sul fuoco e continuare a mescolare per un minuto circa per asciugare un po' l'impasto. Quando noterete formarsi una patina bianca sul fondo rimuovere l'impasto dal fuoco.
Lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente o per velocizzare il processo potete immergere la pentola in acqua fredda.
Dopo il raffreddamento aggiungere tre uova intere una alla volta mescolando mano a mano perché l'impasto rimanga liscio e infine aggiungere gradualmente solo il tuorlo del quarto uovo, tenendo da parte l'albume per spennellare i bignè prima di infornarli.
Trasferire l'impasto in una sacca da dolci e disporlo in ciuffetti su una teglia foderata di carta forno e spennellata di burro. Portate il forno a 220 gradi cottura statica e una volta caldo infornate i bignè per 15 minuti. Abbassate poi la temperatura a 190 gradi e lasciateli cuocere per altri 10 minuti. Infine una volta lievitati e dorati spegnete il fuoco e lasciate asciugare nel forno caldo avendo cura di tenere lo sportello leggermente aperto con l'ausilio di un cucchiaio in legno per altri 15 minuti. Tirateli fuori dal forno posizionateli su una griglia e lasciateli raffreddare prima di usarli.

English version

As much as I find extremely amusing and rewording keeping in this blog memories of my culinary experiments not always successful and memories of tales told around a kitchen table for my personal gain is now time to leave something for the posterity.
This statement may sound a bit pretentious and probably it is due to the age but also this is due to the fact that if a blog believed to be a sort of "recipe book" it has to count a number of classical and basic preparations to adapt with your imagination.
In other word the idea is to have a section of this blog where you can learn how to make basic Italian and international dishes like egg pasta, different pastry preparations, pizza, basic baking preparations, sauces and so on.
My fist experiment and challenge will be the Choux pastry, French pastry invented in the 1500s to make profiteroles, eclairs and beignets. The funny name is probably due to the fact that the traditional shape reassembles to a little cabbage, choux in French.
I made this choice because of my Mum's many attempts to make them. I don't know exactly why she used to snub more classical and easier apple cakes for this recipe that was a kind of a challenge. Maybe she just couldn't resist to a profiterole?
I could ask her but for now let me start baking.

Ingredients

200 ml of water
100 g of butter
a spoon of sugar for sweet preparations
a pinch of salt
130 g of flour
4 eggs at room temperature, 50-55 g each

Place water, milk, butter and salt in a medium saucepan over a high heat and bring the mixture to a boil.
Remove from the heat and add the all the sift flour. Using a wooden spoon beat it in until the mixture is completely smooth.
Turn the heat down to medium and return the pan to the hob and cook for about one minute always beating with the spoon until the mixture comes away from the edge of the pan.
Remove the pan from the heat and let it cool at room temperature.
Then gradually beat in the eggs one at a time until you have a smooth, dropping consistency. According to the size of the eggs (mine were 50-60 g each) you may not need all of them. Of the last one I have just add the yolk and left the egg white for later to brush the choux.
Once done transfer the paste to a large piping and line on a large baking tray with greaseproof paper small ball of paste. Be careful to leave a bit of space between them.
Finally bake them for 15 minutes at 220 degrees and then reduce the heat at 190 and leave them for 10 more minutes until puffed up and golden brown.
Let them other 10 minutes in the oven off and slightly open. Then remove them from the oven and let them cool down at room temperature.


mercoledì 13 agosto 2014

C for Cake... il cibo degli angeli



La prima volta che ho sentito menzionare questo dolce e' stato mentre guardavo distrattamente e con una certa dose di snobberia un progamma di pasticceria Americana.
Quando si tratta di cucina sono sempre un po' restia a considerare gli americani fonti attendibili ma questa ricetta ha catturato la mia attenzione per la sua accattivante semplicita' e leggerezza che non ti aspetti dalla cucina degli States.
Dopo una piu' attenta ricerca ho scoperto che questo dolce e' un vero e proprio classic, con una storia piuttosto interessante che si intreccia con la nascita dello stato Americano.
Molto in voga nel 900, vero e proprio must nella cucina  Afro-Americana, secondo alcuni storici questo dolce sarebbe nato proprio all'intero della comunita' nera e piu precisamente cucinato dagli schiavi negli stati del Sud perche' richiedeva una certa dose di lavoro manuale per monatre gli albumi a neve ferma.
 Probabilmente la prima ricetta di un dolce molto simile compare nella pubblicazione Mrs. Porter's New Southern Cookery Book, and Companion for Frugal and Economical, del 1871 con il nome di Snow-drift Cake.Un' altra tappa importante per la codificazione di questa ricotta e' il  ricettario di Mrs. Abby Fisher, prima donna di colore negli Stati Uniti a raccogliere le sue ricette in una pubblicazione del 1881, "What Mrs. Fisher Knows About Old Southern Cooking". Mrs Fisher chiama il suo dolce Silver Cake. Finalmente nel 1884 nel ricettario The Original Boston Cooking School Cook Book di Mrs.D.A. Lincoln, lo troviamo menzionato con il nome di Angel Cake.

Questo appellativo viene scelto ovviamente per la morbidezza e leggerezza dell'impasto la cui base consiste in albumi montati a neve, cremor tartaro, farina e zucchero e che nel tempo e' stato arricchito da diversi aroma come la vaniglia, la mandorla o gli agrumi.
Buonissimo anche da solo per una meranda golosa ma leggera, io l'ho combinato ad un mango curd e frutta fresca di stagione come albicocche o pesche. La prossima volta pero' sperimentero' una versione piu' peccaminosa magari farcendolo con strati di crema e ricoprendolo con una bella ganache. Alla prossima puntata!




Ingredienti per l' Angel Food Cake

240 g. di albumi (qualcosa come 6 uova)
200 g. di farina 00
3 g. di cremor tartaro
2 g. di sale
130 g. di zucchero
1 bacca di vaniglia e a piacere altri aromi (io ho usato il succo di limone)

Angel Food Cake ricetta

Tirate fuori dal frigo le uova. E' fondamentale che gli albumi vengano montati a temperatura ambiente.
Divedete gli albumi dai tuorli con estrema attenzione. Tracce di tuorlo negli albumi comprometterebbero il risultato del dolce.
Tenete 4 tuorli da parte per preparare il mango curd.
Montate gli albumi con una frusta elettrica o in una planetaria e a meta' procedimento aggiungete il cremor tartaro, gli eventuali aromi e un pizzico di sale. Continuate a montare  e aggiungete lo zucchero, cucchiaio a cucchiaio, fino a che gli albumi non abbiano raggiunto una cremosita' compatta e un aspetto lucido.
Con l'aiuto di una spatola per dolci aggiungete la farina poco per volta passandola al setaccio. Incorporate la farina con movimenti larghi dal basso verso l'alto cosi' da areare l'impasto.
Se non avete lo stampo classico per questo tipo di dolce potrete usare un qualsiasi stampo da dolce o ciambellone che imburrerete e infarinerete. Se invece usate quello apposito non ci sara' bisogno di imburrarlo. Una delle caratteristiche di questo dolce, infatti, sta proprio nel fatto che l'impasto tende, cuocendo, ad arrampicarsi alle pareti delle stampo.
Accendete il forno e preriscaldatelo a 170 gradi in modalita' ventilata.
Con l'aiuto di una spatola versate delicatamente l'impasto nello stampo avendo cura di non smontarlo.
Cuocete il dolce per 25-30 minuti. Per controllare la perfetta cottura potete premere con un dito la superficie dell'impasto. Se risulta elastica vuol dire che il dolce e' ben cotto.

Toglietelo dal forno e girate immediatamente lo stampo poggiandolo sugli apposite piedini o su una griglia. Lasciatelo raffreddare per un' ora circa e poi con l'auto di una lama di coltello provate a staccarlo dallo stampo avendo cura di non rovinarlo.



Ingredienti per il Mango Curd

450 g. di polpa di mango piuttosto maturo
90 g. di burro
70 g. di zucchero (se il vostro mango non e' troppo dolce  potete incrementare la dose)
1 lime non trattato
4 tuorli

Sbucciate il mango e riducete la polpa a cubetti. Frullatelo finche' non avrete ottenuto un composto cremoso e liscio. Unite la polpa del mango il succo di un lime, il burro a tocchetti  e lo zucchero in una ciotola resistente al calore. Cuocete il tutto a bagno maria mescolando constantemente con un cuccchiaio di legno finche' non avrete ottenuto una crema densa.
Lasciate raffreddare il mango curd e se volete conservarlo riponetelo in contenitori sterilizzati da marmellata.






sabato 3 agosto 2013

back on track...timidamente. Torta soffice alle prugne



Non canterei vittoria conoscendomi.

Questo blog e' fermo da mesi. Mesi intensi: lavoro, progetti che si accumulano e che non trovano forma, voglia di evasione, programmazione di viaggi, velleita' di diete e nuova virtuosa vita da salutista.

Quindi per farla breve il risultato di questa miscela caotica che e' la mia vita e' stato quello di non pubblicare nessun nuovo post.

Non che abbia mai smesso di cucinare. Non c'e' rifugio che preferisca e di cosi' facile raggiungimento della mia cucina per una sessione in solitaria di un paio d'ore davanti ai fornelli.

Ma c'e' un tempo per condividere e un tempo per fermarsi con se stessi e mettere in ordine.
Non c'e' niente di peggio che condividere a tutti i costi non importa cosa, rabbia, stanchezza, confusione e noia.
Certo in alcuni casi e' una terapia efficace ma un pizzico egoista.
In questi mesi mi sono rifugiata nei classici della cucina della mia infanzia nei sapori estivi della mia terra e ne ho goduto a pieno. In silenzio, senza i sensazionalismi e la bulimia di immagini che ultimamente infesta la nostra immaginazione culinaria e i nostri inseparabili smart phones.

Quello che oggi voglio condividere e' in linea con la filosofia gastronomica di questi ultimi mesi.
Casa, frutta succosa di stagione, semplicita' e salute.

Per questa torta di prugne  ho scelto di usare yogurt e olio di oliva al posto del burro. Invece dello zucchero raffinato ho usato dello zucchero di canna muscovado e mescolato la classica farina 00 con della farina di mandorle.

Il risultato e' una torta dall'aspetto rustico e dal color caramello dovuto allo zucchero ed estremamente soffice grazie allo yogurt.

Onesta come le mie ragione per essere scomparsa per un po'.

Ingredienti:
100 gr di farina 00
90 gr di farina di mandorle
5 prugne rosse ben mature
110 gr di zucchero muscovado
2 uova
100 gr di yogurt greco magro
50 ml di olio di oliva
2 cucchiaini di zucchero di canna
una noce di burro per imburrate lo stampo da torta
mezza bustina di lievito vanigliato


Montare le uova con lo zucchero con una frusta elettrica. Quando il volume delle uova sara' raddoppiato aggiungere lo yogurt e a filo l'olio d'oliva mentre si contunia ad usare la frusta.
Nel frattempo tagliare le prugne in 4 spicchi e cospargerle di zucchero di canna.

Nell'impasto di uova, yogurt e olio,  aggingere le due farine e il lievito e mescolare con una  spatola girando dall'alto verso il basso.

Versare il composto e disporre gli spicchi di prugna.

Scaldare il forno portandolo ad una temperatura di 180 gradi e infornare la torta per 40-45 minuti controllando la cottura con uno stecchino non prima che siano passati 30 minuti.

Servirla tiepida con una spolverata di zucchero a velo.








domenica 10 marzo 2013

la mia roma sparita...e ritrovata

  

I volti, le pietre, la città: Mario Carbone, Emilio Gentilini 1952 – 1985, fotografie dalla collezione del Museo di Roma in Trastevere, dal 1 Marzo al 5 Maggio, Museo di Roma in Trasvere.



La sensazione, allo stesso tempo sconfortante e confortante, che caratterizza i miei ritorni a Roma e' ultimamente la consapevolezza dell'immobilita' di questa citta' o quanto meno, la lentezza pachidermica che contraddistingue il suo processo di cambiamento. 
Impalcature che entrano a far parte del landscape metropolitano, quasi fossero state li' per millenni come il Colosseo, forni nascosti che sfornano nel cuore della notte cornetti caldi dal nome irriverente( sorchetta doppio schizzo), sempre gli stessi crateri formati dallo scrosciare dell'acqua di temporali estivi.
L'ora dell'aperitivo, la stessa di cinque anni fa, al solito posto...lo stesso buffet e lo stesso Cosmopolitan ( Freni e Frizioni)


 

Il cappuccino e il cornetto preferito, al bar dove andavi dieci anni fa e il barista del quale ricordi perfettamente il nome, che ti guarda come fossi un fantasma e ti chiede come va.
Questa e' la mia Roma a volte sparita perche' non piu' quotidiana, perche' ricordo e nostalgia ma sempre ritrovata e a volte riscoperta come nel caso di posti che, se fossi li, visiterei spesso come Eataly.
Filiale romana, aperta da meno di un anno, del riuscitissimo esperimento di marketing culinario per la vendita e la promozione delle eccelleze italiane-alti cibi-come recita il sottotitolo del nome.
Una sorta di grande centro commerciale stabilitosi sui 4 piani dell'abbandonato ex Air Terminal Ostiense, in un quartiere gia' colonizzato da un colosso della cultura gastronomica italiana: Il Gambero rosso, con la sua Citta' del Gusto.

La formula di Eataly prevede diversi reparti e ristoranti tematici, un piano dedicato a convegni, seminari, attivita' e perfino una libreria a tema gastronomico.
In qualche modo mi ha ricordato il concept dell'americano Whole Foods, approdato anche qui in terra Angla. Il punto e' che nei 4 piani, protagonista assoluta e' l'Italia e il suo variegato patrimonio culinario, mentre in uno degli, pur altrettanto grandi Whole Foods, si trovano prodotti di cucine di tutto il mondo che riescono nell'intento di riempire decine di scaffali.

Una paragone del genere vuole solo mettere l'accento sull'unicita' e la ricchezza di un Paese ultimamente troppo bistrattato e beffeggiato anche dai suoi stessi cittadini.
La scelta di mostrare al mondo il meglio della piccola e grande produzione enogastronomica italiana, rappresentata da marchi storici e da piccole produzioni di nicchia, e' un modello che si potrebbe e soprattutto dovrebbe seguire per promuovere altre eccellenze italiane.

Accogliere e guidare il consumatore e l'appassionato di cibo in un viaggio attraverso il nostro paese, non declamando primati ma facendoli assaggiare e lasciando la possibilita' di portarseli a casa e' quello che ho visto a Eataly.



E sull'onda di questa idea sono felice di condividere con voi la conoscenza di un artigiano del gelato che predica e non solo, gli stessi valori. 

Nella vecchia e sgangherata Roma del mio cuore, nel quartiere San Lorenzo, c'e' ora il Gelataccio.
Il meglio degli ingredienti del Lazio, quando possibile, danno vita al gelato alle fragole di Terracina, al caffe' di Sant'Eustachio, alla ricotta D.O.P. di Rieti con l'anice, alla ciliegia Cerasa di Palombara Sabina o alle nocciole dei Monti Cimini.
Gli fanno compagnia ingredienti ormai internazionalmente riconosciuti come il Pistacchio di Bronte certificato o il marsala siciliano per aromatizzare lo "Zabaione Vecchio Marsala".
 Il tutto puo' essere gustato mangiando da coppette e cucchiaini della Minimo Impatto, azienda di Fiano Romano che fa prodotti biodegradabili e compostabili.
Insomma, con un po' di anticipo sulla tabella di marcia delle stagioni, io andrei a dare un'"assaggiata" per supportare un mastro gelataio onesto che crede in quello che fa e soprattutto per gustarvi un po' di quella Roma sparita che amo tanto.










venerdì 21 settembre 2012

crostata alla marmellata di arance della "Zia"




Potrei definire il mio rapporto con i dolci decisamente incoerente. Oscilla tra una passione sfrenata per il dolcissimo ad una tolleranza zero per il dolcissimo. Cosi' passo allegramente dalla sfogliatella napoletana, ben fritta e ripiena di goduriosa crema di ricotta, ai cannoli siciliani, fino ad arrivare alla mia piu' recente e dolcissima scoperta lo sticky toffee pudding. E poi, dal'altro canto pero', il piu' delle volte, trovo che le marmellate siano troppo dolci per il mio palato.
Questo succede per la maggior parte di esse con l'esclusione di quella di arance o agrumi in generale e rabarbaro e ginger.
Destino vuole che durante il mio ultimo soggiorno italiano ricevo un regalo buonissimo da una persona a me molto cara, tanto da meritarsi l'appellativo di Zia.
Per rendere giustizia alla sua home made marmellata di arance siciliane non potevo non pubblicare un post.
Ed ecco che questa mattina, punto la sveglia presto, mi preparo il caffe' e mentre lo sorseggio tiro fuori dal frigo il burro, prendo la farina e il mio fedele mattarello e comincio a preparare una frolla assaporando l'idea di mangiarne una fetta nel pomeriggio, per sentirmi dolcemente piu' vicina a casa.

Ingredienti

marmellata di arance fatta in casa, qb.
100 g di burro 
200 grammi di farina 00
1 uovo
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di farina di farro macinata a pietra
2 cucchiaini di lievito vanigliato
1 pizzico di sale
goccie di cioccolato fondente.


Lasciate ammorbidire il burro a tocchetti. Poi amalgamate con la punta delle dita il burro alla farina  fino a che non otterrete una consistenza sabbiosa. Aggiungete il lievito, due cucchiai di farina di farro, lo zucchero e poi l'uovo, amalgamandolo alla farina con la lama di un coltello. Nel caso l'impasto risulti troppo asciutto aggiungete dell'acqua a poco a poco.
Create un panetto e lasciatelo riposare il frigo per almeno un'ora.

Stendete la pasta frolla con il mattarello e spolverate la superficie del piano di lavoro con la restante farina di farro che dara' alla pasta frolla un aspetto un po' rustico.
Imburrate lo stampo per crostata e stendete la pasta. Infine stendete la marmellata e cospargete la superficie con le goccie di cioccolato.

Infornate la crostata in forno gia' caldo a circa 180 gradi per 35 min.

giovedì 19 aprile 2012

Ciambellone pompelmo e mirtilli







Tra i generi alimentari di prima necessita' che si possono trovare nella busta della spesa di un uomo medio, colto da un raptus casalingo e quindi alle prese con la spesa settimanale, oltre ai pistacchi iraniani, ai 4 litri di succo di frutta, ai filetti di sgombro sott'olio e cose cosi', non poteva certo mancare un' incontournable confezione di pompelmi sciroppati. 
Converrerte con me!

 Ora, potete immaginare la mia faccia mentre aprivo la sporta della spesa e i miei commenti rigorosamente silenziosi ma soprattutto la domanda, altrettanto ovvia che e' seguita': "Che ci faccio con i pompelmi sciroppati?" 

E prima che anche loro andassero a fare compagnia alla mia collezione di inusitati ingredienti  (korma paste, latte di cocco condensato, olio di sesamo giapponese, acqua di fiori d'aracio libanesi etc.), magari dimenticati nell'angolo estremo della dispensa, ho pensato a questo ciambellone.

Facile variazione sul tema della mia base di torta preferita (vedi link) alla quale ho sostituito il burro con dell'olio di semi e ho aggiunto della glassa a base di sciroppo di pompelmo. Con il suo sapore non troppo dolce, bilanciato dall'acidulo del pompelmo, ha accompagnato con una certa disinvoltura una tazza di tea pomeridiano.

Ingredienti


1 confezione da 250g di pompelmi sciroppati 
una confezione da 150g di mirtilli freschi
er la quantita' dell'olio di semi rifarsi a quella del burro.

Per la glassa (che poi assomiglia piu' ad uno sciroppo)

150 g di zucchero semolato ( per la versione glassa bianca e densa usare zucchero a velo)
il succo della confezione di pompelmi sciroppati, qtb per creare uno sciroppino da spennellare sul ciambellone tiepido.















lunedì 22 agosto 2011

Cose di casa nostra


Allora, dopo aver reso omaggio ad un classico vintage della pasticceria casalinga inglese, non riuscivo a smettere di pensare a quale poteva essere l'alter ego italiano. Si perche' alcuni piatti, anche se diversi e condizionalti dalle abitudini alimentari, dagli usi e dai costumi del posto, hanno le stesse funzioni dovunque!
Ostentazione, condivisione, voglia di tenerezza, intimita' o convivialita'... il cibo e', ed e' sempre stato, un veicolo di comunicazione. 
Quindi pensando e ripensando... EUREKA!... La classica torta di frutta!!! immancabile alle feste di compleanno e nei pomeriggi di gioco.
Il link, direte voi, e' la frutta...facile no? Bhe direi di si ma andrei oltre... credo che il segreto di queste ricette sia prima di tutto la semplicita' e il fatto che ogni famiglia, libera da dogmi culinari sia stata libera di elaborare la propria versione.
Cosi' famiglia che vai torta di frutta che trovi, con gelatina o senza, con il pan di spagna o con la pastafrolla, con molta crema on poca, la tua frutta preferita o la sua frutta preferita... 
Insomma... dimmi che torta di frutta fai e ti diro' chi sei!!!
Questa qui e' quella della piccola Clara, torta speciale, per festeggiare il suo primo anno...



La ricetta questa volta sara' un po' vaga poiche', come vi dicevo, la torta qui sopra non e' stata opera mia... a parte la decorazione che pero', ad essere onesti, non ha rappresentato un grande sforzo!
Come vi anticipavo, per la base potete scegliere tra il pan di spagna (vedi qui) e la pasta frolla (vedi qui) mentre per la crema pasticcera date ancora un' occhiata qui.
Per quanto riguarda la frutta potete scegliere frutta fresca o frutta sciroppata (pesce, ananas mango etc.)
Per essere il 100% aderenti alla tradizione andrebbe fatto un bel mix, ricoperto poi con un velo di gelatina per dolci ma come dicevo... l'interpretazione e' libera!!!

PS. Se usi il pan di spagna come base ricordati di bagnarlo un po' con del succo di frutta, mela o arancia andranno benissimo! 

english version

So after paying homage to a English classic vintage I couldn't stop thinking of which may be the italian alter ego.
... Of course, because some dishes, even if different and under a natural influence of alimentary habits or food traditions, have the same purpose everywhere.
They are means of communication...ostentation, sharing, desire of tenderness, intimacy and conviviality...
So thinking and thinking ...yes! Eureka! The Italian fruit tart! an ever green, inevitable in birthday parties and lovely afternoons. 
The link in here,  you would say,  is obviously the fruit, yes, it's partially true but ... I would also say that the most important connection between these two tarts is the simplicity and the fact that, every family, feeling free from culinary dogmas, have managed to set up their own recipe.
So we are going to have a tart with gelatin on top or without, with sponge or shortcrust pastry as a base, with lot of custard cream or less, with your favorite fruit or his favorite fruit ... by the way... tell me what kind of fruit tart you make and I'll tell who you are!!!

This one is Little Clara's cake...special cake for her first birthday party!


The recipe... this time is not going to be accurate, first of all because as I said this tart, it's not one of my creations a part for the decoration which it hasn't been a big challenge!!!
Therefore, for the base have a look, for sponge here,  for shortcrust pastry and custard here.
The fruit selection is up to you...you can mix fresh fruit with fruit in syrup like peaches or pineapples and finish with some gelatin on top!
Be...creative!

PS. If you are going to use the sponge base make sure to slightly moisten it with some juice( apple or orange) 













sabato 9 luglio 2011

Pineapple upside-down cake... Vintage experiments

Qualche tempo fa nella blogsfera italiana sono andati molto di moda gli anni 80'.
Cosi' e ' stato un trionfo di piatti della mia infanzia, quelli che comparivano sulle tavole natalizie o dei grassi grossi matrimoni "ciociari" a cui partecipavo.
Leccornie e prelibatezze che oggi passerebbero per pacchianerie, un po' come le super spalline alla Dynasty...o le folte frangette scolpite da quantita' indescrivibile di lacca...tanto per capirci!
Anche se non piu' di moda, alcune ricette rimangono pero' ricordi vividi nella mia memoria e significano per me feste e occasioni.
I sapori del cibo come veicolo del ricordo e' un tema largamente affrontato ma non smette di affascinarmi e allora inauguro la mia scoperta al cibo "perduto" e old fashioned made in UK con questo classico della pasticceria casalinga che pare rendesse feste di compleanno e tea time molto, molto chic!

Ingredienti
100 g di burro a temperatura ambiente + quello per imburrare la teglia
100 g di farina autolievitante
100 g di zucchero semolato
2 cucchiai di zucchero di canna
 mezza bustina di lievito vanigliato
1 cucchiaio di panna acida
2 uova
1 confezione di ananas sciroppate 
qualche ciliegia candita

Montate con una frusta elettrica il burro e lo zucchero cosi' da formare una crema soffice. Aggiungete poi le due uova e continuate a montare il composto con la frusta.
in un altra ciotola avrete mischiato la farina con il lievito. Aggiungete la farina al composto cremoso, tutta in un solo colpo.
Se il composto risulta troppo denso cominciate con l'aggiungere la panna acida e a poco a poco il succo delle ananas sciroppate.
Imburrate la teglia con una generosa noce di burro e cospargetela di zucchero di canna facendo attenzione che  si copra tutta la superficie della teglia.
Poi cominciate a sistemare le fette di ananas. (Per la coreografia vi lascio liberi di scegliere oppure date un'occhiata alla foto!). Terminate la decorazione con le ciliegine candite.
Versate infine l'impasto della torta sulle ananas.
Visto che la crema dell'impasto dovrebbe risultare un po' piu' liquida del solito se utilizzate una teglia con cerniera posizionate un foglio di carta forno sotto la teglia cosi' da evitare gocciolamenti in fase di cottura.
Posizionate la teglia nel forno gia' caldo e cuoccete il tutto per un trenta minuti a 180°C.
Quando la torta sara' pronta toglietela dal forno e lasciatela raffreddare. Infine capovolgete delicatamente la teglia e aprite la cerniera, facendo scivolare il dolce fuori.

english version

Some time ago in many Italian blogs, the 80's were very in fashion.
So I could find different recipes coming directly from my childhood memory. Dishes synonymous of Christmas parties and big and fat "Italian" weddings.
Even if, nowadays, we could consider these dishes as something not really fashionable anymore - like for example a jacket with a pair of exaggerate shoulder pads -Dynasty style - to me they still mean nice and joyful moments.
The taste of food as vehicle of memory is not definitely an original subject but it really fascinates me and so that's why I officially launch a new series of old fashioned recipes made in UK.
Let's start with this classic cake which could make tea time and birthday parties something truly chic!

Ingredients
100 g of butter
100 g of flour self raising
100 g of  caster sugar
8g of  vanilla baking powder
2 table spoons of brown sugar
2 eggs
1 table spoon of sour cream
1 can of pineapples
some french glace' cherries

Preheat the oven to 180°C/gas mark 6. Butter a 20 cm diameter cake tin loose-bottomed.
In the main time whip whit a mixer the butter and the caster sugar and then add the eggs continuing to whip until the cream has doubled. Add the flour already mixed with the baking powder. When the mixture start becoming too thick, first of all add a spoon of sour cream and then start pouring some pineapple juice from the can just to thin it a little.
Now sprinkle a couple of tablespoons of sugar on top of the buttered base, and then arrange the pineapple slices to make a circular pattern as in the picture. Fill each pineapple ring with a glace' cherry, and then dot one in each of the spaces in between.
Pour mixture carefully over the cherry-studded pineapple rings; it will only just cover it, so spread it out gently.
Bake the cake for around 20/30 minutes, then when ready, let it cool down for a bit and then place a plate on top and turn it upside-down.



domenica 6 marzo 2011

io e la mia torta di mele

Sono orgogliosa di presentarvi la mia torta di mele!!!
Allora, adesso so che vi affretterete a leggere la ricetta per capire cosa ha di tanto speciale la MIA torta di mele.
Ecco niente! velo dico io... oggettivamente parlando e' una comunissima torta di mele (vabbe' a parte un insignificante tocco di originalita' che individuerete nell'impasto). La cosa speciale e' che e' la prima volta che ripetendo l'esperimento ottengo un risultato soddisfaciente! Questo significa solo una cosa!!! HO FINALMENTE MESSO A PUNTO LA PRIMA RICETTA DI TORTA DELLA MIA CARRIERA CULINARIA!!!
Si perche' con i dolci come forse avrete notato dalla scarsita' delle ricette nel blog non ci so fare molto.
Attibuisco questa mia debolezza alla mia naturale allergia alla "norma". La pasticceria e' una questione di rigore, chimica insomma scienza e l'improvvisazione raramente da buoni frutti. Quando succede trattasi di botta di... fortuna!
Quindi, umilmente, partendo dalle basi, eccomi ad inaugurare una stagione di disciplina dolciaria con questo classico della pasticceria casalinga italiana.

PS. Se pur fiera del mio piccolo passo accetto suggerimenti. Raccontatemi la VOSTRA torta di mele!!!

Ingredienti
2 uova
150 g di zucchero
70 g di burro
200 g di farina autolievitante
1 bustina di lievito vanigliato
mele a piacimento...a me piacciono le cox, classiche mele inglesi utilizzate anche per produrre il sidro, dal gusto zuccherino e aromatico
cannella un paio di cucchiaini
il succo e la scorza di un limone non trattato.
due cucchiai di panna acida
latte quanto basta

Lasciate ammorbidire il burro ridotto a tocchetti fuori dal frigo. Sbucciate le mele e conditele con il succo del limone e la cannella. Lasciatele marinare mentre preparate l'impasto del dolce.
Intanto montate le uova con lo zucchero con l'ausilio di una frusta elettrica. Il composto dovra' diventare una crema spumosa e raddoppiare di volume.
Aggiungete poi il burro ammorbidito continuando ad impastare inergicamente.
Unite il lievito alla farina e poi, cucchiaio dopo cucchiaio il tutto alla base cremosa.
Diluite il composto man mano che aggiungete la farina con la panna acida e con il latte poco alla volta quanto basta per dar vita ad un impasto liscio
Per finire grattuggiate nell'impasto la scorza di limone, aggiungete meta' delle mele.
Imburrate una tortiera del diamatro di circa 20 cm e versate il composto. Adagiate infine gli spicchi di mele rimaste sulla superficie della torta. Informate in forno gia' caldo a 180 gradi (gas 6-7) e lasciatela cuocere per circa un 30 /40 min.

English version

I'm very proud of introducing to you all my apple pie Italian style!!
Ok , now, don't rush looking at the recipe because, actually you'll find it quite ordinary. Yes, a part from a detail not as important as some sour cream inside the pastry this is a very ordinary recipe of an Italian apple pie!
The fact it's MY first recipe of a tart ever! Yes, you would say that in my blog there are others but this is that sort of recipe that you can rely on. In fact I did it almost three times so far and it is always delicious.
As a matter of fact I can't define myself a great pastry chef. I do think that I have some allergic decease of rules and in the other hand the pastry making is a matter of exactness.
So I promise that this is the beginning of a new season of commitment. My resolution for the future: be a proper pastry chef!


Ingredients

2 eggs
150 g caster sugar
200 g of self rising flour
70 g butter
16 g of baking powder
1 lemon bio
2 teaspoons of cinnamon
2 table spoons of sour cream
Cox apple as many as you like!
some milk as required

Peel, core and quarter the apples, then slice thinly. Put the apple slices in a bowl and pour over the lemon juice, mixing well. Add some cinnamon. let them stay for a while.
In a bowl combine the eggs and the sugar. Whisk with a hand mixer until the mixture has a light and fluffy mouse-like texture. Add the melted butter and keep whisking and then add a little at a time the flour previously mixed with the baking powder. When the mixture become to firm add the sour cream and some milk.
A the end put part of the apple into the pastry and keep the rest of them for the surface of the tart.
Poor the mixture into a 20 cm springform tin brushed with some butter and put it into the oven at 180º for around 30/40 min.

giovedì 30 dicembre 2010

Stasera per cinema... ultimo appuntamento 2010



Lasciami entrare
Låt den rätte komma, Let the Right One In
vs
Panna cotta natalizia dai sapori scandinavi

Difesa Jubecca
vs
La gatta




Per dicembre ti propongo di andare con la mente, la visione, e la cucina in Svezia: Lasciami entrare (Låt den rätte komma in, o in inglese: Let the Right One In) è un film considerato horror diretto da Tomas Alfredson. Si tratta di un adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di John Ajvide Lindqvist, che è anche autore della sceneggiatura. In realtà è un film sentimentale, non è considerato un horror perchè fa paura ma perchè si ambienta nel mondo dei vampiri. Tuttavia si ambienta anche nel mondo dei bambini. Ecco, gli indizi sono tra le righe: hai il rosso, la dolcezza, la tenerezza, l'aspro e il rude della verità cruda (sebbene sia fantasia) e l'intenerimento di essa. Ogni realtà che viene subito capovolta di segno da una saggezza che nasce da questa stessa sua crudezza.



Quando di solito ho a che vedere con la Svezia e' perche' sono alle prese con il montaggio di un mobile Ikea. Ora pero' anziche' montare smonto!!! Che questo moto di ribellione sia di auspicio al nuovo anno!
Allora ... ho preso la ricetta delle brioscine svedesi dal nome impronunciabile e ho deciso di usare i suoi ingredienti per la mia panna cotta. Il cuore di questo dolce al cucchiaio e' invisibilmente bianco... niente rosso sangue... e' solo essenza, essenza di cannella e cardamomo. Puo' essere accompagnata da una salsa al cioccolato aromatizzata all'arancia o perche' no! per i vampiri mancati... amanti delle notti senza alba con una sanguinaria salsa ai frutti rossi!!

Ingredienti

300 ml di panna
200 ml latte intero
50 g di zucchero
1 bacca di vaniglia
1 cucchiaino di cannella
2 bacche di cardamomo

Fate bollire la panna e il latte intero in una casseruola insieme agli aromi ( un cucchiaino di cannella e due bacche di cardamomo), appena bolle spegnere e far raffreddare 3 minuti. In una ciotola di acqua fredda avrete immerso precedentemente 3 fogli di colla di pesce. Strizzateli e aggiungeteli alla panna. Girate finche non si saranno sciolti per bene. Poi versate, filtrandolo con un colino, negli stampini. Fate riposare in frigo fino a che il composto non sara' ben fermo. Megli ancora se si prepara la panna cotto la sera prima di servirla.
Per la salsa ho fatto sciogliere del cioccolato fondente a bagno maria con l'aggiunta di un po' di latte e del succo di un arancia.

English version

300 ml double cream
200 ml milk
50 g of caster sugar
1 tea spoon of cinnamon
vanilla seeds
2 cardamom seeds


First soak the gelatine leaves in a little cold water until soft. Then place the milk, cream, vanilla cinnamon and cardamon and sugar into a pan and bring to a simmer. In the meantime Squeeze the water out of the gelatine leaves, then add to the pan and take off the heat. Stir until the gelatine has dissolved. Divide the mixture among four ramekins and leave to cool. Place into the fridge for at least an hour, until set.
For the sauce place some dark chocolate into a pan and melt it at "bagno maria". Add some juice of 1 orange and stir.








domenica 8 agosto 2010

Rosso di sera bel tempo si spera



Crostatine di buon augurio nella speranza che questa estate londinese non sia del tutto terminata.
Tra lo sconforto e i luoghi comuni del tipo:" questi pomodori non sanno di niente", oppure :" ma ti pare che devo comprare fagiolini che arrivano dal Peru'?" mi consolo con una bella selezione di frutti di bosco che qui, almeno, sono abbondanti e decisamente piu' a buon mercato che in Italia.
Queste tortine sono il mio modo per accorciare le distanze tra Inghilterra e Italia, un connubio perfetto tra nord Europa e Italian Style poiche' la base della pasta frolla ( niente pasta sablée, né brisè, né sucrée etc.) e' by Giovi, cuoca italiana"doc", nonche' mamma ... il che rende tutto piu' dolce!

Ingredienti per la pasta frolla di Giovi
400g di farina
150 g di zucchero
150 g di burro
1 tuorlo
2 uova intere
una bustina di vaniglina ( io ho usato essenza di vaniglia)
1 cucchiaio di lievito per dolci

Per la crema pasticcera
3 tuorli
1/2 litro di latte
100 g di zucchero
50 g di farina

Frutti rossi
lamponi
mirtilli
ribes
more
fragole

Posizionare a fontana la farina setacciata con il lievito e lo zucchero su un piano per impastare. Aggiungere poi al centro il burro sciolto leggermente a bagno maria e le uova.
Aiutandosi con una forchetta cominciare a sbattere leggermente le uova incorporando la farina gradualmente fino a che non otterremo un impasto da lavorare a mano ( ma non troppo per evitare che l'impasto si riscaldi a discapito della friabilita').
Avvolgete poi l'impasto nella pellicola e riponetelo in frigo per almeno un paio di ore.
Nel frattempo preparate la crema pasticcera, ponendo in una casseruola dal fondo antiaderente 3 tuorli. Aggiungete lo zucchero creando una bella crema, poi aggiungere la farina setaccita e continuate ad amalgamare. A filo aggiungete il latte leggermente tiepido nel quale avrete lasciato in infusione una scorza di limone e la vaniglia.
Mettete sul fuoco il composto e girate con una frusta fino a quando non si sara' perfettamente addensato. Quando la crema sara' densa lasciatela sibollire per un paio di minuti e toglietela da fuoco.
Tirare la pasta frolla fuori dal frigo, aspettare una mezz'ora che ritorni a temperatura ambiente e poi stenderla con uno spessore di un paio di centimetri.
Imburrate accuratamente gli stampi da crostata (se utilizzate il silicone ovviamente non sara' necessario) e adagiatevi i dischi di frolla. Cuocete la base che avrete bucherellato e ricoperto di fagioli secchi per all'incirca 20 min (il tempo che si colori leggermente) a 170°C.
Tirate la base della crostata fuori dal forno e aspettate che si raffreddi.
Infine farcite le crostatine con la crema e divertitevi a guarnirle con la selezione di frutta che avrete preventivamente marinato con dello zucchero e una spruzzata di limone.

English version

Ingredients for the Giovi's pasta frolla
400 g all purpose flour
150 g butter
150 g sugar
2 eggs and 1 yolk
1 spoon of baking powder
vanilla sugar or vanilla essence

For the cream
3 yolks
100g sugar
50g flour
vanilla essence
zest of lemon

Red fruits
strawberries
blackberries
blueberries
redcurrants
raspberries


Make the pasta frolla first: sieve the flour as a fountain, add sugar, vanilla sugar and baking powder. On the middle of the fountain make a hole and add the butter slightly melt and he eggs.With a fork beat the eggs and start to mix gradually eggs butter and flour till you can make a dough. Only work the dough so long as necessary to get all the ingredients together into a uniform mass but not longer. Flatten out slightly, wrap in plastic and transfer to the fridge for at least two hours.
In the main time you can prepare a cream whisking three yolks with sugar and then flour. Next add some tepid milk flavoured with lemon zest and vanilla. Stir it slowly and gently.
Set the pot to heat over a low flame, stirring gently, until it barely reaches a slow boil.
Once the dough has rested enough remove it from the fridge and wait about 20-30, minutes just enough to make it workable. Pre-heat the oven to 170°C. Roll the dough to the desired thickness using all the flour you need to keep it from sticking to you rolling pin and the working surface. Once rolled out, transfer it (extremely carefully, help yourself by rolling the dough around the rolling pin) to a tart forms. Trim off all the excess dough and brush off any excess flour with a pastry brush. At the end riddle the bottom of the tars and put on top some beans. Bake for about 20 or 30 minutes, till gold brown, turning the cake around midway.
Let cool the pastry before and then fill it with cream and fruit al ready dressed with sugar and lemon juice.




domenica 5 aprile 2009

Torta al cioccolato al sapor di mirtillo


E' una domenica mattina, è Aprile e la prima cosa che faccio, appena scesa dal letto è uscire a respirare l'aria di primavera. Ma la seconda cosa, vabbè la terza, perchè la seconda è dare la pappa al mio gatto, è preparare la colazione per un po' di coccole fai da te. Questa mattina insieme ad un caffè bollente mi concedo una fetta di torta al cioccolato profumata al mirtillo. In mancanza di mirtilli freschi ma folgorata dall'idea di questo abbinamento, ho usato uno yogurt ai mirtilli.
Il risultato è interessante anche se ben lontano da quello che avrei ottenuto usando i frutti freschi. Lo yogurt comunque ha sostituito in parte il burro e ha reso soffice l'impasto. Dunque direi che se non avete voglia di ricordi ma di cose concrete potete usare ugualmente lo yogurt ma al naturale. Buona colazione e soprattutto buona primavera a tutti.

Ingredienti:

100 g di mandorle
150 g di farina manitoba
3 uova
200 g di zucchero
1 vasetto di yogurt ai mirtilli
zucchero a velo
150 g di cioccolato extra fondente
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1/2 bustina di lievito vanigliato per dolci

Tritate le mandorle finemente con il mixer, mescolatele alla farina, al lievito e al bicarbonato. Con una frusta elettrica montate le uova con lo zucchero finchè il volume della crema non sarà raddoppiato. In un pentolino fate sciogliere il burro con il cioccolato fondente. Unite la ganache alle uova montate e mescolate con delicatezza. Aggiungete lo yogurt e infine la farina mescolata con gli altri ingredienti secchi.
Inburrare uno stampo da torta del diametro di 20 cm e infornate per 20-30 min circa a 180°.

giovedì 5 febbraio 2009

Voglia di colazione


Un' improvvisa e compulsiva voglia di colazione, quando il resto del mondo pensava: "cosa faccio per cena?" si è impossessata di me. Allora, mentre onoravo il mio dovere nei confronti di una cena, un po' approssimativa e distratta, (per dirla tutta!) sceglievo con disinvoltura gli ingredienti dei muffin che avrei gustato la mattina dopo con una calda e very strong tazza di tea.
Il pensiero di una bella colazione magicamente ha saziato la fame imminente e mi ha permesso di dedicarmi alla scelta degli ingredienti: zucca e cioccolato fondente, gli ingredienti principali !
Devo dire che la folgorazione improvvisa ha accorciato notevolmente i tempi di documentazione e mi sono accorta di qualche erroruccio di esecuzione che, tutto sommato, non ha compromesso la riuscita dei dolcetti! L'impasto è cresciuto bene! forse non sono dolcissimi ma potrebbero piacere proprio per questo. E poi volete mettere saziare la mattutina fame atavica con una cosima home made?!!

Muffin alla zucca e gocce di cioccolato
200 g di polpa di zucca
100 g di cioccolato fondente in pezzi
350 g di farina
1 bustina di lievito vanigliato
essenza di vaniglia
1/2 cucchiaio di bicarbonato di sodio
2 uova leggermente sbattute
120 g di zucchero di canna
3 cucchiai di miele
150 ml di latte
60 g. di burro fuso
1 pizzico di cannella in polvere
1 pizzico di noce moscata


Mescolare insieme gli ingredienti asciutti: farina, bicarbonato, lievito, cioccolato in pezzi, zucchero. Aggiungere la polpa della zucca finemente grattuggiata. Sbattere leggermente le uova e sciogliere il burro. Unire tutti gli ingredienti e mescolare con un cucchiaio facendo attenzione a non lavorare troppo l'impasto che deve rimanere un po' grumoso.
Infilate i pirottini di carta (mi raccomando fate attenzione alla qualità della carta perchè deve essere tipo cartaforno) in appositi stampini per muffin.
Infornare in forno caldo a 175° per circa 20 minuti. Quando i muffin saranno cresciuti e dorati spegnere il forno e lasciarli raffredare in forno.

domenica 18 gennaio 2009

Nevicata di cocco avec... rien



Pubblico qui il contributo della mia collaboratrice addetta alla rubrica tollerabili intolleranze
Merci!


Ciambellone al cioccolato con nevicata di cocco(no lattosio,no albume,no glutine,no lievito)
230 gr zucchero
200 gr farina riso
100 gr fecola patate
3/4 tuorli
1 cucchiaino di bicarbonato
cioccolato in polvere amaro
100 ml abbondanti di olio
100 ml abbondanti di latte di riso
farina di cocco

Con delle fruste elettriche mescolare i tuorli con lo zucchero e aggiungere latte e olio. Aggiungere a questo punto piano piano farina,fecola e bicarbonato e mescolare. Quando il composto è ben amalgamato aggiungere il cacao. Oleare una teglia e coprire con un pò di farina di riso. Versare il composto e infornare a 180 gradi (dopo una mezzoretta o quando vedete la torta ben cresciuta e cotta controllare cottura con stecchino). A fine cottura spolverare con farina di cocco e lasciare riposare per una mezzoretta nel forno caldo.

lunedì 8 dicembre 2008

Pierre Marcolini, Chocolatier


Solo una segnalazione.
Per puro caso mi è capitato di assaggiare questo cioccolato! squisito! ma d'altronde ho avuto la fortuna di assaggiare una creazione di un maître chocolatier.
Dunque in attesa di una nuova degustazione magari varcando la soglia del mondo del cioccolato di Pierre Marcolini vi lascio questo appunto.

lunedì 3 novembre 2008

Il tempo delle mele


La scelta degli ingredienti è obbligata almeno fino a quando la cantina nella vecchia cascina di famiglia non deborderà più di piccole mele profumate.
L'abbondanza di pomi è un fenomeno che si verifica con una certa cadenza (ma non chiedetemi di essere precisa) e quando succede urge una buona dose di fantasia per rendere omaggio a madre natura senza fare un' indigestione visiva, olfattiva etc. di mele.
Allora, dopo il classico cake, quattro quarti, che non ho pubblicato per pudore, vista la quantità di versioni nella blogsfera, ecco una tarte au flan rivisitata in versione autunno-inverno 2008.
Dolce dalla semplicità disarmante, come tutte le cose semplici può essere difficile da riproporre così da accontentare le nostre aspettative e il ricordo della prima fetta, ben fatta, che si è assaggiata.
Questo è il mio caso, infatti, sono solo due volte che ripeto l'esperimento e sento che ancora bisogna lavorarci sù.
Per ora provate questa versione, inviatami da due care amiche, direttamente da una rivista francese, sapendo quanto amassi mangiare une tranche de tarte au flan au bord de la Senne.

Tarte au flan au pommes

Ingredienti
Per la pasta brisée
guarda il post

Per la crema
150 g di farina
110g di zucchero
3 tuorli
1/2 litro di latte
25 cl di yogurt alla vaniglia
1 goccia di estratto di vaniglia
10 g di burro
4 piccole mele
2 cucchiai di zucchero di canna
una spolverata di cannella

Per preparare la pasta brisée vi rimanderei alla ricetta già postata con la differenza che, nel caso della tarte au flan, la base deve essere sottile il più possibile purchè riesca a tenere il peso della crema.
In un'altra terina sbattete i tuori con lo zucchero, aggiungete la farina, fino ad ottenere una pasta omogenea.Versate poi il latte aromatizzato con la vaniglia e lo yogurt. Con una frusta sbattete leggermente perchè si amalgami lo yogurt.
Tagliate a spicchi le mele e conditele con lo zucchero di canna e una manciata di cannella.
Preriscaldate il forno a 210° per 7 minuti mentre avrete sistemato la pasta in uno stampino imburrato. Versate, infine, il preparato per la crema che deve risultare liquido. Cuocete la tarte per circa 30 minuti. Poi tiratela fuori e adagiategli sopra gli spicchi di mele. Ultimate la cottura per altri 10 minuti e ricordate di servire la tarte quando si sarà completamente raffreddata.

martedì 21 ottobre 2008

Un incontro fuori stagione ...


Ma chi l'avrà mai detto poi che il gelato si mangia solo d'estate? Devo essere onesta, la mia voglia di gelato si era leggermente sopita in questo bizzarro inizio d'autunno ma la scoperta della Gelateria Frigidarium ha ridestato in me golosità e curiosità. Si perchè al mio classico cono pistacchio, cioccolato e panna sono seguite tante domande sull'arte della gelateria, vanto "italico" troppe volte sbandierato e tradito!!!


Ma bando alle retoriche! Ho mangiato un buonissimo gelato al pistacchio, delicato e cremoso di un bellissimo verde pallido! si si proprio bellissimo perchè, mai come nel caso del pistacchio, il fatto estetico conta e coincide con la qualità. Vi prego diffidate dal verde Shrek adagiato in vaschette strabordanti!
Per parlarvi del gelato di Frigidarium potrei parlarvi della scelta delle materie prime, pistacchi di Bronte, mandarini freschi, cioccolato, mandorle della Sicilia, cannella; potrei raccontarvi dell'alchimia che doma il ghiaccio e lo trasforma in cremosa golosità ma forse basterebbe parlarvi di una persona che ama il proprio lavoro e su un bel cono ci mette onestà, passione, creatività e poi lascia a te l'ultima parola: "panna o cioccolato?"

GELATERIA FRIGIDARIUM Roma - Via del Governo Vecchio, 112 (Piazza Navona)

venerdì 10 ottobre 2008

Cake ... Cocco ...Carote ...Cannella ...


Sapete il gioco preferito dagli studenti? ma si quello che scandaglia tutto lo scibile durante un'oretta di supplenza piovuta come dal cielo? Nomi, cose, città e animali!
La lettera di turno è la "C" e allora ho dato fondo a tutte le "C" a disposizione per improvvisare e magari collezionare un buon punteggio!
Di solito in cucina mi intrigano di più le dissonanze ma questa volta mi sono lasciata prendere dalle consonanze, oltre che di gusto, anche di consistenza. Si perchè consiglio questo dolcetto a chi ama qualcosa di leggermente croccante e soffice allo stesso tempo. Provare per credere!

Ingredienti
farina, 120g
amido di mais, 50g
zucchero,150g
burro fuso, 150g
uova, 3
farina di cocco 3 cucchiai
carote grattuggiate finemente, 2
lievito per dolci, un cucchiaio
cannella in polvere, un cucchiaino

Montare le uova con lo zucchero, per qualche minuto, usando un mixer, così da rendere il composto bello spumoso. Aggiungere poco per volta, senza smettere di sbattere, farina, amido e lievito settacciati. Aggiungere infine le scaglie di cocco, le carote grattuggiate e una punta di cannella.
Imburrare una teglia da pluncake e versare il composto che dovrà cuocere in forno preriscaldato per circa 40 min a 180°.

martedì 3 giugno 2008

Tollerabili intolleranze

Courtesy StarClear

Con i tempi che corrono signora mia! Certo che l'argomento "intolleranza" è quanto meno attuale.
Decliniamo allora l'argomento scottante in versione dolce e inauguriamo una rubrica di servizio per golosi che non vogliono rinunciare ad esserlo anche se non posso mangiare tutto tutto!
Quindi al grido"buongustai intolleranti unitivi!" Stella ha risposto con la sua torta della nonna, quasi un miracolo della chimica... glutine free, lattosio free, lievito free, albume free.
Insomma, provare, provare, provar, prov ... per credere.

Ingredienti

Pasta frolla per intolleranti a tutto (no glutine no albume no lattosio)
Mix di farina senza glutine (300 gr sono pochi quindi quantità a occhio)
150 gr di zucchero in polvere
150 gr di margarina
3 tuorli
buccia di un limone non trattato
vanillina

Crema pasticcera per intolleranti a tutto (no glutine no lattosio no albume)
4 tuorli
mezzo litro di latte di riso
4 cucchiai di farina riso
3 cucchiai di zucchero
buccia limone non trattato

Per la crema pasticcera
Mescolare le uova con zucchero, poi aggiungere la farina e mano a mano versare il latte senza fare grumi. Aggiungere la scorza di limone e poi, su fuoco basso, girare fino a quando la crema non si addensa.
Togliere la scorza di limone e lasciare raffreddare.

Per la pasta frolla
Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere poi burro/margarina ammorbidito, la scorza di limone grattugiata, farina e vanillina. Lavorare l' impasto e lasciarlo riposare in frigo per un' oretta
Poi stendere la pasta in due dischi, uno più grande e uno più piccolo. Adagiare quello più grande nella tortiera imburrata/oleata poi metterela crema e ricoprire con il disco piccolo. Cospargere una manciata di pinoli e infornare per 40 min a 180 gradi.
Servire la torta spolverizzata con zucchero a velo (esiste in commercio un tipo che non presenta traccie di glutine).