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giovedì 12 luglio 2012

zuppa contadina di fave e limone



Mia nonna aveva la pelle scura per il sole, gli occhi piccoli e verdi, lo sguardo penetrante, le mani magre e callose. Quando usciva di casa per noi bambine era un po' un mistero. Non sapevamo quando sarebbe rientrata e che cosa avrebbe avuto nel suo cesto di vimini.
Potevano essere uova ancora tipide per la covata, frutta succosa e verdure sporche di terra rossa.
Ricordo che davo per scontato quell'abbondanza, ricordo che non pensavo che la vita dei miei nonni potesse essere qualcosa di cui vantarsi o ostentare. Per me quello era il duro lavoro di tutti i giorni.
Ora vivo in questa citta' e accendendo la televisione vedo bella gente, bionda con stivali in gomma griffati, entusiasti mentre zappano il loro orticello metropolitano e sgrullano la lattuga dalla terra.
Se da un lato trovo encomiabile il ritorno al cibo naturale, all' orto e le sue meraviglie, dall'altro, quando ascolto sperticate lodi di giovani chef all'arrembaggio non posso fare a meno di sorridere pensando alle faccie segnate dei miei nonni e a quali potrebbero essere i loro commenti.

Per questo post cucino una zuppa contadina, servendomi dell'epiteto proprio come avrebbero fatto quegli chef. Eppure per me era solo una zuppa fumante e profumata, fatta di ingredienti di stagione. Quelli che dovevi aspettare. Una zuppa che mangiavo quando arrivava la bella stagione.

Questa versione e' assolutamente fedele alla tradizione ciociara per quanto riguarda cottura ed ingredienti. La presentazione, pero', e' un omaggio alla Puglia dove le fave vengono servite in purea accompagnate da cicoria ripassata.
La fetta di pane abbrustolita e' previta, in realta', anche nella versione laziale, quindi questa soluzione mi sembra un buon compromesso.

Ingredienti 

250 g. di fave fresche o surgelate gia' sgranate
3/4 cipolle di grandezza media
2 limoni non trattati
Qualche foglia di basilico
Olio sale e pepe macinato fresco
Pane vecchio di qualche giorno.
Scagliette di ricotta salata o pecorino per guarnire


In una pentola dal fondo alto far rosolare le fave con le cipolle tagliate a fette piuttosto erte e sfumare il tutto con il succo di un limone. Aggiungere poi della scorza grattugiata.

Dopo cinque minuti aggiungete l’acqua bollente fino a coprire le verdure.
Lasciate cuocere la zuppa per un bel po’ avendo cura di aggiungere acqua sempre bollente quando vedete che si sta asciugando.
Io l’ho fatto andare per un’ora e mezza (le mie fave purtroppo erano un po’ durette).
Quando le fave si saranno ammorbidite abbastanza, aggiungete qualche foglia di basilico e date una frullata veloce con un mixer ad immersione. Lasciate il purè un po’rustico.

Abbrustolite le fette di pane in forno. Se vi piace l’aglio, potete strofinare uno spicchio sulle fette di pane prima di infornarle.

Adagiate poi la purea, buona anche tiepida o fredda sul pane caldo e croccante e guarnite il tutto con scaglie di pecorino o ricotta salata.

domenica 6 maggio 2012

Nord e Sud nel mio piatto, un "pesto" insolito



Domenica e sono stranamente a casa a poltrire. Stranamente perche' in una citta' come Londra non e' poi troppo difficile scordarsi dei giorni della settimana.
Tutto scorre veloce, minuti, ore, giorni e settimane e cosi', se una ferrea routine non corre in tuo soccorso, puoi scordarti del fine  anche  del settimana.

Ma oggi apro il frigo per preparare il mio pranzo della domenica.

Come al solito mi abbandono ad un viaggio sensoriale. Penso alla Sicilia, guardando l'ultima melanzana rimasta, penso che avrei voglia di sole e sale. Penso che se fossi li' preparerei un pesto. Ricotta di pecora fresca, mandorle (per la versione trapanese) o pinoli, pomodori maturi e succosi. Penso che dei tocchetti di melanzane cotti in padella con aglio, carota, cipolla e foglioline di menta, potrebbero sposarsi bene con la base di pesto.

Mi sveglio dal mio girovagare onirico e torno a fissare il mio frigorifero anglo-italiano.
Non posso rinunciare all'idea di un po' di Sicilia per pranzo, soprattutto dopo la lettura piacevole di due libri di Simonetta Agnello Hornby.
Comincio a passare in rassegna le possibili  varianti alla ricetta originale. Mi accontento di alcuni pomodorini pachino, di anacardi al posto di mandorle e pinoli e soprattutto del mascarpone come sostituto per la ricotta.

Non so perche' ma quest'ultimo mi e' sembrato del tutto coerente!
Si, e' vero che il mascarpone lombardo non ha niente a che vedere con la Sicilia.  Dopotutto, pero', non sono nuova ad accostamenti irriverenti e in questo caso la consistenza vellutata del mascarpone mi sembra si sposi benissimo con gli altri ingredienti.

E poi guardiamola da questo punto di vista, che sarebbe il mio d'oltre manica!
Non c'e' forse comun denominatore migliore in Italia dell'amore per il buo cibo. Nord o Sud che sia, in questo piatto c'e' posto per entrambe.






giovedì 3 novembre 2011

Welcome Autumn... risotto con zucca kabocha e melograno




 
Se c'e' una cosa che amo del cucinare e' la possibilita' di abbandonarsi all'intuito e ai sensi. Con questo non voglio dire che il rigore e la scienza esatta delle proporzioni non sia importante ma credo che le ricette migliori, nascano il piu' delle volte da sinestesie e intuizioni, poi codificate.
A volte un colore, una forma e un odore, possono rappresentare un indizio, poi arrivano i ricordi dei sapori, l'esperienza e di colpo ti trovi a mescolare nella tua pignatta da fattucchiera gli ingredienti di un incantesimo.
Cosi' per dare il mio benvunuto al mese delle streghe ho pensato a questo risotto.
La consistenza farinosa della zucca, il colore e il sapore dolce della sua polpa rappresentano per me l'autunno, la voglia di calore ed intimita'.
Il rosso sangue del melograno e il suo sapore acidulo, che si sprigiona in un cranch,  sono la scoperta dell'infanzia e l'attesa di una nuova stagione.
Il loro incontro la metafora sensoriale di una stagione che amo da sempre...l'autunno.

 Ingredienti per due
1 scalogno
1 zucca di dimensioni medie  (io ho usato la zucca Kabocha o detta anche giapponese. Buccia verde e polpa giallo-arancio dal sapore delicato e dolce)
1 melograno ben maturo
180 g  di riso carnaroli o vialone nano
20 g  di burro
1 cucchiaio di olio di oliva
brodo vegetale qb
origano e rosmarino
una spolverata di noce moscata
1 cucchiaino di paprica dolce ungherese
1 cucchiaio di crema di latte


Sgranate un melograno e dai chicchi ricavatene il succo. Lasciate da parte qualche chicco per la decorazione.
Affettare lo scalogno e lasciarlo appassire in una casseruola dal fondo alto con una noce di burro, un cucchiaino di olio e del rosmarino finemente tritato.
Quando lo scalogno sara' pronto aggiungere la polpa della zucca riditta a tocchetti.

 NB: In questo caso specifico la zucca e' praticamente gia' cotta in forno. Cosi facendo la preparazione del risotto risultera' decisamente piu' veloce e la zucca piu' saporita.
La zucca  prima tagliata a spicchi e' stata cotta in forno per all'incirca un 30-40 minuti,  condita con olio, paprica, noce moscata, origano e rosmarino.

Aggiungete poi il riso, lasciatelo tostare  bene, sfumate il tutto con un bicchire di succo di melograno.
Ricoprite il tutto con il brodo vegetale e lasciate il risotto cuocere evitando, se possibile, di girarlo.
Aggiungete del brodo se il riso non e' ancora cotto o se notate che il brodo e' stato quasi completanete assorbito.

Quando il riso sara' cotto, mentecatelo con la crema di latte e ancora un po' di succo di melograno, togliendolo dal fuoco.
Impiattatelo aggiungendo qualche chicco di melograno e una spolverata di pepe nero.





















lunedì 1 agosto 2011

ll riso all'agro dolce della mia mamma - versione aggiornata



Tralasciando il restyling fotografico, ecco a voi una ricetta da ritorno al passato. Non posso garantire che sia tutta "farina del sacco" della mia mamma ma fino ad ora non mi è mai capitato di assaggiare qualcosa di simile.
Quando si dice il buongiorno si vede dal mattino...questa era il mio piatto estivo preferito.
Pare, se non ricordo male, che fossi la sola bambina, tra sorelle e amiche ad apprezzarlo.
Il gusto agrodolce delle cipolle, rapiva i miei sensi e lo zucchero mescolato all'aceto ai miei occhi pareva una vera alchimia. 
Insomma decisamente questo è il mio "primo" anni 80' per eccellenza.
Cercare di ricrearlo, dopo molto tempo che non lo mangiavo, ha comportato un paio di tentativi e qualche lieve aggiunta e aggiornamento, suppongo, alla ricetta originale. (vedi il riso basmati che nel 1986, in Ciociaria era un'assoluta rarità)
La maggiore difficoltà, benché oggettivamente questa sia forse la ricetta più semplice mai postata...beh forse sto esagerando... è stata bilanciare la quantità di zucchero ed aceto così da ritrovare un equilibrio a me familiare.
Per la prima volta posto una ricetta del cui risultato non sono completamente soddisfatta. Non perché' non si mangiabile...lo è e come! Provare per credere! ma perché non sarà mai, per me, come è stato... perché non c’è niente di più buono di un ricordo!

Ingredienti
300 g di riso basmati
3 pomodori maturi
1 cipolla 
una quindicina si foglie di menta fresca, meglio ancora se selvatica. 
una manciata di pepe nero. 
1 cucchiaio di aceto di mele
2 cucchiaini di zucchero 

Incidere tre pomodori maturi ed bollitili per all'incirca cinque minuti finche la pelle non si sarà staccata dalla polpa. Intanto affettate una cipolla a listarelle sottili e lasciatela soffriggere per un paio di minuti in un tegamino. preparate uno sciroppo a base di acqua tiepida, direi poco più di un mezzo bicchiere, due cucchiaini di zucchero ed un cucchiaio di aceto. Unite lo sciroppo alle cipolle e lasciatele stufare fino a quando non lo avranno assorbito tutto.
Avrete poi messo dell'acqua sul fuoco per bollire il riso che, attenzione, non avrà bisogno di una lunga cottura essendo di tipo basmati.
Infine in una insalatiera mettere i pomodori, spellati, privati dei semi e ridotti a listarelle, le cipolle e le foglioline di menta finemente tritare. Quando il riso sarà pronto mescolate il tutto delicatamente come fosse un insalata. Irrorate, poi, con un olio di oliva a crudo, una spolverata di pepe nero macinato fresco e aggiustate di sale.
Lasciate raffreddare il riso  per qualche minuto cosi' i sapori si esalteranno e avrete un piatto fresco e leggero direttamente dal 1986 per quest’ estate 2011.

English version 

Leaving out the photographic restyling, here it is  a recipe coming directly from a trip into the past.
I can't guarantee that this recipe is 100% my mom's but what I know is that, so far, I've never tasted anything like this.
If is true that "a good beginning makes a good ending" ...well so I have to tell you that was my favorite  summery dish ever when a I was a child. And also, If I remember well, I was the only one between my sister and friends who loved this rise. The onions sweet and sour taste and the mix of sugar and vinegar looked to me as a true alchemy.
 Definitely I can say that this is my 1980s main course!
To try of make it again after ages I haven't tasted it has meant a couple of attempts and some variation to the original version like, for example the basmati rice I used that in the 1886 in Ciociaria was an authentic rarity.
the most difficult step for this easy recipe has been trying to find the original balance between the sugar and the vinegar so that to find again a familiar flavor.
for the first time in this blog I'm posting a recipe whose result I am not completely satisfied not because doesn't taste good ...it does! just try it! but because I realize that nothing can taste better that a memory!

Ingredients
300 g basmati rise
3 ripe tomato
1 onion
about fifteen mint leaves
ground black pepper 
1 tablespoon of apple cider vinegar
2 tea spoons of sugar
 
First of all carve the tomatos skin  and let them boil tin hot water for around 5 min.
Then slice finely a onion and fry it in a pan with olive oil for 2 min. In the main time stir in less then a glass of warm water 2 tea spoons of sugar and the vinegar. Put the syrup into the onion's pan and let them simmer until the liquid is adsorbed.
After few minutes the tomato will be ready to  be peeled and then catted as stripes, without seeds.
Cook the basmati rice and then, when ready, put it in a salad bowl whit the onion the tomato and  the chopped  fresh mint. Toss well and add some olive oil, ground back pepper and salt.
let the rise cool down  and serve it!



 





giovedì 14 luglio 2011

my 2011 summery pasta


Si perche' anche se in ritardo quest' estate e' finalmente arrivata... insomma ancora poche ore e...
Ricetta veloce veloce con quello che ultimamente ho spesso nel frigo... nell'ordine:
feta, zucchine, olive nere greek style, fusilli.
 Allora riducete a dadini una zucchina e lasciatela cuocere in padella con uno spicchio d' aglio, dell'olio d'oliva e qualche oliva nera. Sfumate poi le zucchine con il succo di un limone.
Quando la pasta sara' quasi pronta, aggiungete un 100 g di feta ridotta a dadini nella padella delle zucchine. Lasciate che la feta si sciolga in una salsina aggiungendo un paio di cucchiai di acqua di cottura. Condite il tutto con dell'origano e una generosa spolverata di pepe nero.
Scolate la pasta e ripassatela in padella per un paio di minuti.

english version

Yep! Because the summer is finally coming up...well  not exactly, still some more hours and...
So here we go a very quick recipe with I often have got in the fridge, like:
feta cheese, courgette, black olives Greek style and fusilli.
So first of all, start dicing a courgette and fry it in a pan with olive oil, garlic, some olives.
Add the juice of a lemon and let them cook. In the main time when the pasta is almost ready add 100g of feta in the pan and let it melt down with some hot water. Add some black pepper and oregano.
Then drain the pasta and pan fry it with the sauce.

venerdì 1 maggio 2009

Carciofi e vaniglia ... insoliti incontri


Lui frastornato da un mattino rumoroso in un mercato rionale. Sballottato violentemente da voci stridenti con la pretesa di essere suadenti: "Da me... i piu grandi... i più belli... il vero carciofo romanesco..." "Gia puliti, pronti in attimo, al prezzo migliore" "... il signore che prende?" "... che te do?!"
Lui che: "no grazie, faccio un giro" "non mi serve" "forse solo un kilo di..."
La stessa storia tutti i sabato mattina perchè gli piaceva prendersi cura di se, della propria alimentazione, fare la spesa al mercato, poi, lo faceva sentire meno solo.
Lei, che era appena arrivata nel quartiere, cercava spezie per la nuova dispensa, nella nuova cucina, che questa volta avrebbe avuto perfino un forno. Sarebbe stato il migliore sul mercato! Fantasticava pensando alle funzioni super tecnologiche e alle varianti di colore, in una mano depliant stropicciati di megastore di zona, nell'altra la lista della spesa.
Per cominciare doveva assolutamente trovare dei baccelli di vaniglia, era convinta che li avrebbe scovati con un po' di pazienza, ma la convizione scemava banco dopo banco e smorfia dopo smorfia. Dopotutto la signora Maria a Centocelle baccelli di vaniglia non ne aveva mai venduti e non ne aveva neache ora che il suo aiutante si chiamava Hassan.
"Forse se cominciassi dai carciofi?" si disse.
La sera avrebbe inaugurato il tavolo e le sedie nuove invitando un lui come le avevano consigliato le amiche. Avrebbe provato un abbinamento che la intrigava, rivisitando una ricetta letta qualche giorno prima su uno dei suoi blog preferiti. Il pensiero che quel piatto potesse essere gradito dal suo futuro ospite non la riguardava. Pensava da single; ora che lo era da un po' c'aveva fatto l'abitudine; o forse pensava ancora a lui del quale conosceva perfettamente i gusti. Avrebbe adorato questo abbinamento di sapori, avrebbe adorato tornare e trovare lei... in cucina ad aspettarlo.
Farsi strada tra la gente, tra le massaie agguerrite pronte a tutto per quel carciofo (... il più grande... visto che il prezzo si fa a pezzo!!) per lui diventava una questione di orgoglio maschile!
Nella sua testa, inoltre, risuonava un diktat...: "Solo verdure di stagione!!!! Solo del posto!!!" Doveva obbedire alla sua coscienza di consumatore attento e obbedire, dopotutto lo metteva al riparo dalle incertezze. Ma che cosa c'avrebbe fatto con quella specie di fiore verde e spinoso?
Allungò la mano. Aveva finalmente conquistato la prima linea!
Corciofi e vaniglia, un po' come dire tradizione e ricordo misto a voglia di tenerezza. In fondo questa ricetta a lei suonava così. Poi alzo gli occhi e incontrò il suo sguardo spaesato, quasi divertente sulle prime, disarmante, quando le sembrò di guardarsi in uno specchio!
Erano lì per caso, tutti e due senza sapere il perchè. Ad un tratto una sensazione o forse solo un desiderio.
Magari a lui quel risotto sarebbe piaciuto.

La ricetta

Riso carnaroli o Riso Roma, 250 g
3 carciofi romaneschi
cipollotto fresco o porro
brodo vegetale
1 baccello di vaniglia
crema di latte 150 ml
2 limoni
quanche foglia di menta
qualche fogliolina di timo
sale e pepe da macinare

Pulire i carciofi, privandoli delle fogli esterne più dure e delle spine alla sommità. Con un coltello tagliarli a metà e privarli della barbetta interna. Metterrli a mollo in acqua acidulata con un limone.
Far inbiondire il cipollotto in una pentola antiaderente e unire i carciofi ridotti a spicchi sottili. Saltarli un po', sfumarli con il succo di un limone. Aggiungere un po' di acqua calda per lessarli. Quando saranno quasi lessati e l'acqua si sarà asciugata aggiungere il riso. I chicchi dovranno tostarsi uniformemente. A questo punto unire una quantità tale di brodo che ricopra quasi tutto il riso e gli ingredienti. Purtroppo io vado ad occhio! Coprire la pentola con il coperchio e aspettare che il brodo si asciughi. Intanto prendere la panna, aggiungere i semini della stecca di vaniglia, le foglioline di menta tritate e il timo.
A metà cottura, quando gran parte del brodo si sarà asciugato aggiungere la crema di latte aromatizzata.
Il risotto terminerà la sua cottura con la panna che sostituirà la mentecatura con il burro.
Aggiustare di sale e pepe e servire il risotto tiepido perchè i sapori delicati delle spezie si sposino bene con il carciofo.

martedì 2 settembre 2008

fior di zucca ... per te ... ho comprato stamattina ...


E' più forte di me! non riesco a resitere al giallo sole che fa tanto primavera/estate di un mazzetto di fiori di zucca. Quasi bello come il giallo vellutato dei tulipani, quasi bello come il giallo fresco dei limoni, quasi bello come il giallo profumato di lenzuola stese al sole ma con qualcosa in più ... è un giallo buono! Un giallo buonissimo se penso ai capitolini fiori di zucca ripieni di mozzarella e alice, avvolti da una morbina e leggerissima pastella. Così se prendiamo una di queste delizie, magari nella variante, che mi è capitato di assaggiare (non ricordo più dove ... ma certamente Roma), con la ricotta di pecora nasce questa pasta veramente sfiziosa.


Ingredienti per 2 porzioni ca.
1 mazzetto di fiori di zucca
100 g di ricotta di pecora
2 filetti di alice
1/2 cipolla
sale e pepe
250 g di cavatelli freschi
pepe nero q.b.

Tagliare finemente la cipolla. Lasciarla imbiondire nell'olio e unirvi i fiori di zucca ridotti a listarelle e privati del pistillo. Lasciare appena che appassiscano e spegnere il fuoco.
In un altro pentolino sciogliore con un goccio di latte la ricotta, alla quale si deve unire il battuto di alici. Aggiustare di sale e aggiungere abbondante pepe nero (o peperoncino fresco se lo si preferisce).
Intanto si sarà fatta cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Una volta scolati, facendo attenzione a mantenere un cucchiaio di acqua di cuttura, si uniranno i cavatelli ai fiori e alla crema di ricotta. Ripassare il tutto in padella giusto il tempo che si amalgani e servire subito.

martedì 24 giugno 2008

Riso all'indiana


Non ricordo con precisione dove ho scovato la ricetta di questo riso dal sapore mediorientale ma so che si avvicina molto, e forse è anche meglio, di quello che ho assaggiato la prima volta in un fast food orientale nei pressi di Santa Maria Maggiore (per la cronaca, lì fanno l'hummus più buono che abbia mai assaggiato a Roma) .
L'occasione per ripetere e pubblicare questa ricettina plurisperimentata è stata una spesa divertente che ho fatto ieri in un market di prodotti alimentari etnici (Selli intenational food store, via dello statuto 28) che consiglio assolutamente ai neofiti dell'argomento poichè lì i proprietari non saranno avari di suggerimenti.
Ecco la mia lista della spesa:
anacardi crudi
semi di cardamomo
uva sultanina
pistacchi al naturale
succo di goyave
succo di mango
mirtilli selvatici sciroppati

I primi tre ingredienti li ho già sistemati nella ricettina suddetta. Con gli altri che faccio? Chi vivrà vedrà!!!

Ingredienti per 4 porzioni

300 g di riso basmati
2 cipolle rosse di tropea
200 g di petto di pollo (facoltativo)
60 g di anacardi crudi
40 g di uva sultanina
3 bacche di cardamomo
1 spicchio d'aglio
una bustina di zafferano
cannella in polvere q.b.

Soffriggere la cipolla tagliata a spicchi insieme all'aglio, le bacche di cardamomo, che avrete pestato leggermente, un cucchiaino scarso di cannella in polvere, e lo zafferano diluito in un po' d'acqua calda. Rosolare i dadini di pollo nel soffritto per una decina di minuti.
Nel frattempo fate rinvenire l'uvetta in un bicchiere d'acqua calda e pestare gli anacardi con un mortaio.
Saltare il riso, lessato preventivamente, nel soffritto e aggiungere l'uvetta e gli anacardi.
Servire il riso tiepido.

mercoledì 13 febbraio 2008

Cous cous!


Sto per mandare un post in una bottiglia che dovrà attraversare l'oceano e approdare sulle coste del " nuovo" mondo.

La richiesta di un amico è il pretesto per pubblicare la mia prima ricetta. Intendo mia mia. Insomma proverò a raccontare come cucino il cous cous di verdure. Sono quasi certa che lo abbia sempre e solo fatto in versione vegetariana e quindi per un'eventuale versione di pesce rimando al mio blog di fiducia (del quale sono una grande estimatrice!!!).

Una piccola avvertenza! Il primo grande limite di questo post saranno le dosi. Si! lo confesso abuserò dell'espressione, per molti irritante, del "quanto basta", ma sono sicura che, per chi la cucina rappresenta un momento di creatività e di sperimentazione, l'approssimazione al proprio gusto rende tutto più divertente!

Munirsi di semola precotta e tante verdure:
carote, patate (preferibilemente a pasta gialla, perche meno farinose), rape bianche, zucchine, zucca, cipolle (meglio rosse se possibile), ceci, sedano e peperoni.

Le verdure vanno tagliate a pezzettoni della stessa misura ma, avendo un tempo di cottura diverso, vanno immerse nel brodo in successione.
Quindi in una pentola (meglio se una couscoussiera) fate rosolare, uno spicchio di aglio, una cipolla tagliata a spicchi belli grandi, del sedano e della passata di pomodoro. Dopo di che buttate nella pentola patate e carote, lasciandole insaporire mentre si gira con attenzione. Allungare il sugo con abbondante acqua. Dopo circa 15 minuti di cottura possiamo aggiungere il resto delle verdure. Poi le spezie, il momento più divertente!
Si può usare sia un curry, ovvere una miscela già pronta di diverse spezie, (ce ne sono alcuni miscelati proprio per il couscous) oppure provare a mixare, nella quantità che preferiamo, cumino, curcuma, fieno greco, bacche di cardamomo (i semi interni di due o tre bacche), noce moscata, zenzero e peperoncino.

Per quanto riguarda la semola, se non si utilizza una couscoussiera, io conto che un bicchiere di semola corrisponde a due dosi e deve essere preparato con una uguale quantità di acqua o brodo. Se si prepara la semola come un tabulè di solito uso della semplice acqua ma visto che abbiamo dell'ottimo brodo insaporito dalle verdure direi di prelevare la quantita necessaria per far gonfiare la semola.
NB. Per sgranare al meglio il cous cous lasciare che la semola sia coperta omogeneamente dal brodo e che lo assorba tutto senza girare.Irrorate con dell'olio e spezzate con le mani delle foglioline di menta. Infine con una forchetta sgranate la semola con pazienza.
Appena le verdure sono tutte cotte, disponete in ogno piatto della semola asciutta e versate sopra a ciascuna porzione il brodo e le verdure stando attenti a non esagerare creando una pappina.
Et voilà!!

mercoledì 6 febbraio 2008

Minimal rice


Vagabondando per il web alla ricerca di qualche idea originale economica alternativa (ma non troppo) da destinare ai miei suoceri, cognato, consorte e nipotina... sono incappata in questo risottino. Molto interessanti gli accostamenti che ho trovato, nella loro delicatezza, un invito ad assaporare lentamente e godere anche del colore candito di una portata elegantemente gustosa.
Io quindi mi avvio a prepararlo!

Ingredienti
x 4 persone:
230g di riso Vialone Nano
2 cipolle bianche grandi
4 mele renette
salvia fresca
bacche di ginepro
40g di burro
1/2 bicchiere di Malvasia
parmigiano
sale
pepe

Lasciate imbiondire nel burro fuso le cipolle affettate grossolanamente insieme con alcune foglioline di salvia fresca spezzettate con le mani ed una manciata di bacche di ginepro. Tostatevi il riso e sfumate con il mezzo bicchiere di Malvasia. Versate un mestolo di acqua bollente preparata precedentemente continuando per circa 10 minuti avendo cura di rabboccare solo quando tutta l'acqua sia stata assorbita. Aggiungete le mele lavate, asciugate e tagliate a tocchetti grossolani con tutta la buccia. Mescolate e aggiustate di sale e di pepe. Portate a cottura, spegnete il fuoco e mantecate con una gentile spruzzata di parmigiano. Lasciate riposare coprendo la pentola col coperchio per 5 minuti buoni. Impiattate in piccole scodelle, guarnendo con qualche bacca di ginepro, il pepe, la salvia e la mela affettata sottile.