domenica 6 aprile 2008

Pasticcerologia comparata


Dopo un pomeriggio di ricerche e comparazioni tra diverse ricette nei miei blog preferiti ho messo a punto la crostata.
Un po' per scommessa, un po' perchè in effetti troppe porole e pochi "piatti", alla richiesta dei miei colleghi di portare l'innumerevolmente citata torta al cioccolato, poiche' in cucina sono come Paganini "non ripeto", ho deciso di provare una nuova ricetta.
Volevo comunque proporre qualcosa di cioccolatoso e goloso... ma non troppo. Una crostata crema di ricotta e nutella, con pere alla cannella, mi è sembrato un buon compromesso tra la torta casalinga e qualcosa di obbiettivamente godurioso... cioccolato e pere!!!
Allora scopiazza di qua e scopiazza di là... et voilà:

Ingredienti
per la pasta frolla (6 porzioni):

200 g di farina
100 g di burro morbido
100 g di zucchero
scorza grattuggiata di limone (non trattato)
2 tuorli
1 pizzico di sale

per il ripieno:
1 o 2 pere Kaiser (dipende dalla grandezza)
nutella (dipende da quanto si è golosi, io ho messo due cucchiai colmi)
350 g di ricotta di pecora
cannella q.b.
3 cucchiai di zucchero di canna

Tagliare a spicchi la pera e condirla con lo zucchero di canna e la cannella.
Lasciare riposare il tutto e cominciare a preparare la pasta. Amalgamare il burro morbido con lo zucchero, aggiungere una per volta i tuorli, la farina setacciata a pioggia e le scorze di limone.
Amalgamare l'impasto e non lavorarlo troppo, altrimenti ne viene compromessa la friabilità.
Dopo aver preparato un panetto, farlo riposare in frigo per almeno un'ora.

Stendere la pasta con uno spessore di un centimentro, disporre le pere condite a raggiera e versare sopra la crema.
Infornare per circa 40 min. a 180 gradi.
VARIAZIONI SUL TEMA
  • Nel caso in cui i rimorsi di coscienza vi assillino o, caso remoto, non amiate la nutella, io consiglierei anche una versione in bianco. Alla ricotta, ben lavorata aggiungere della vaniglia (i semini di metà stecca), dello zucchero di canna q.b., e delle noci tritate grossolanamente, un po' di scorza di limone. Per il resto attenersi alla ricetta madre!

sabato 29 marzo 2008

Pasqua e Pasquetta bagnate... ma fortunate


Ignorando completamente un' incessante e torrenziale pioggia, quest'anno, per Pasqua e Pasquetta ci siamo concessi due belle gite fuori porta: in ordine Orvieto, Lago del Turano e Rieti.
Devo ammettere che il tempo ha reso veramente impervia la nostra passeggiata, che tra domenica e lunedì ha sfidato, pioggia, neve e qua e là, grandine. La difficoltà di riuscire a godere delle bellezze naturali e architettoniche da sotto un ombrello ci ha fatto venire un certo appetito.

Come non approfittare, allora, della ricca tradizione culinaria umbra e sabina per riposare la menbra stanche e soprattutto bagnate?
Per cominciare, passeggiando per i vicoli di Orvieto, abbiamo trovato una trattoria segnalata dalla guida del Gambero Rozzo, garanzia per le tasche e per la panza! "La Volpe e l'Uva", Via Ripa Corsica 1/2, 05018 - Orvieto (Tr), Tel.: 0039 0763 341612.



Ecco il menu fotografico della Volpe e l'uva:

Lardo con crostini al miele di cardo

Lumbrichelli al radicchio con scaglie di tartufo

Abbacchio ai carboni con pomodorini e scalogno


Il giorno di Pasquetta, invece, dopo aver bussato a tante porte a menu fisso, finalmente siamo approdati in una piccola Trattoria accogliente, dalla cucina schietta e soprattutto di qualità: Trattoria "La Favorita 1982", Rieti, Piazza Cavour n. 3 - 02100 (Tel.: 0039 0746 494043 - chiuso la domenica), Chef Coltella Mario.
Così è stato un vero piacere assaggiare ravioli ripieni di ricotta di bufala, un tenero arrosto di vitella e un gustosissimo abbacchio al forno.
Ma soprattutto, per finire, una deliziosa crostata fatta in casa con confettura di fragole, preludio ad una primavera che tarda un po' ad arrivare!


mercoledì 19 marzo 2008

Alla ricerca del cheesecake perfetto....


Con un margine di errore irrilevante, con quasi assoluta certezza, posso affermare che il "cheesecake " nelle sue innumerevoli varianti è uno dei miei dolci preferiti.
Dopo aver preso coscienza di questa verità e averne fatto partecipe l'etere, mi sono ripromessa di assaggiare e provare a creare il MIO "cheesecake perfetto". Non dico che cucinerò le INNUMEREVOLI varianti a cui facevo riferimento ma credo proprio che non mi fermerò a questo secondo esperimento. Secondo.....esatto...perchè in realtà il primo non credo che lo pubblicherò in quanto frutto di casuali accostamenti di ingredienti.
Solo per iniziare una disquisizione about ho cominciato con la versione dei cheesecake cotti ma il prossimo passo sarà realizzarli con il formaggio fresco (il più buono l'ho mangiato in Portogallo a Braga capitale della spiritualità e per me di godurioso piacere culinario)
Per questo post, invece vi propongo la versione di Fiordizucca con qualche piccolissima modifica.

Cheesecake lamponi e cioccolato bianco

Ingredienti
200 gr di biscotti al cioccolato tipo digestive
80 gr di burro sciolto
125 gr di panna
100 gr di cioccolato bianco
250 gr di mascarpone
250 gr di formaggio morbido tipo philadelphia
110 gr di zucchero
2 uova
una vaschetta di lamponi
zucchero a velo per decorare

Sbriciolare i biscotti con l'aiuto di un mixer emalgamarli nel frattempo con il burro fuso.
stendere l'impasto di briciole in una teglia dal bordo amovibile o in alternativa si puo usare una teglia di alluminio usa e getta (che a fine cottura può essere rotta per estrarre la torta intonsa).
Lasciare rappreddare la base in frigo per circa 30 min.
Procedere intanto con la preparazione della crema. Mettere su fiamma bassa, in un pentolino, la panna liquida alla quale, al momento dell'ebellizione, verrà aggiunto il cioccolato bianco a pezzetti. Girare finchè il cioccolato non sarà completamente sciolto.
Lavorare con una frusta elettrica mascarpone, philadelphia e zucchero finchè la crema non apparirà bella liscia. Aggiungere un uovo per volta e la panna. Infine unire i lamponi al composto avendo cura di non romperli.
Nel frattempo accendere il forno ad una temperatura di 150 C°.
Disporre la crema sulla base di biscotto e informare per 1 ora e 30 circa, avendo cura che la superficie non si scurisca troppo.
Infine, lasciare raffreddare la torta prima di farla riposare in frigo per una notte.
Decorate a piacere e con molta creatività!

domenica 9 marzo 2008

I miei muffin al limone


In onore dei profumatissimi limoni dell'albero di Alberto...

Ingredienti

Per 6 muffin:
180g di farina (di cui 100 g di farina di riso)
40g di zucchero di canna
60g di burro
75g di ricotta di mucca
il succo e la scorza grattuggita di un limone non trattato
1 uovo leggermente sbattuto
125 ml di latte
qualche goccia di estratto di mandorla amara
2 cucchiai di lievito per dolci

Mescolare insieme tutti gli ingredienti asciutti (le farine, il lievito, lo zucchero, la scorza di limone). Aggiungere gli altri ingredienti (il burro fuso, un uovo leggermente sbattuto, la ricotta, il succo di limone e l'essenza di mandorle). Il segreto sta nel non lavorare eccessivamente l'impasto. Dunque amalgamare gli ingredienti con un cucchiaio di legno lasciando l'impasto un po' grumoso.
Nel frattempo avrete preriscaldato il forno a 175° e sarà pronto ad informare per 20 minuti i pirottini dei maffin, accuratamente imburrati (a meno che non si usino dei pirottini in silicone), riempiti a metà.
Lasciarli intiepidire prima di assaggiarli!

giovedì 21 febbraio 2008

Torta al cioccolato a prova di "controllo qualità"


Queste sono le quantità consigliatemi dall'inventore ignoto della torta...

Ingredienti per la crema al cioccolato:
300g di cioccolato fondente extra amaro (Novi al 72% di cacao amaro)
100g di burro (compreso un pezzetto per imburrare la teglia)
12 cucchiai di latte

Ingredienti per la crema:
3 uova intere
5 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di farina

Invece io le adatterei un tantino in base alla disponibilità della mia dispensa e ai miei gusti!

180g di cioccolato fondente extra amaro 70-80%
60g di burro
8 cucchiai di latte
2 uova
3 cucchiai e 1/2 di zucchero
meno di un cucchiaio di farina
2 cucchiai di levito per dolci

§ Versare i cucchiai di latte in un pentolino aggiungendo il burro; mettere il preparato sul fuoco a fiamma bassissima e con spargifiamma; appena inizia a sciogliersi aggiungere il cioccolato fondente extra amaro (72% di cacao); togliere dal fuoco e far intiepidire leggermente.

§ Mettere in un recipiente le uova intere con i cucchiai di zucchero, sbattere il tutto molto bene (a zabaione), aggiungere poi 1 cucchiaio di farina e due di lievito (è una mia aggiunta per rendere un tantino più presentabile la torta). Dopo di che unire le due creme amalgamandole molto bene, versare il composto ottenuto in una teglia imburrata e spolverata con pangrattato. Infornare a forno caldo (180°) per circa 20 minuti.

Spegnere il forno, togliere la torta e lasciare che l’impasto si ritiri, se si vuole, spolverare con zucchero a velo. Si può servire anche con panna montata.

lunedì 18 febbraio 2008

Il pranzo della domenica



Il piatto forte di questa domenica ve lo servo tiepidino, visto l'ora in cui pubblico il post.

Un altro racconto per voi di Fabrizio Pizzuto. Buon appetito!

Gennaio

Dunque sono sei mesi adesso che non faccio l’amore… lo so con certezza, perché lei prese l’aereo il giorno dei fatti di cronaca nera del mio paese, qualche anno dopo ovviamente…. quando la città era in fiamme e un nostro conoscente fu arrestato per aver ucciso due persone e mancate altre due… i responsabili dell’incendio… lui fu denominato Il giustiziere e nessuno lo odiò… almeno così dicono, non ho parlato con tutti… le fiamme arrivarono fin sotto al rifornimento di benzina di mio padre… c’era ancora mio padre… oggi è sei mesi dopo, meglio tre anni e sei mesi dopo… e io non ho mai più toccato una donna dopo la sua partenza… sia chiaro quel giorno ci siamo lasciati, ma io non ho toccato più una donna lo stesso, perché è così…

Insomma sono sei mesi oggi ed è domenica, ed ho invitato una donna a pranzo… credo che tenterò di fare qualcosa, almeno forse, mi sento un po’ ottimista… nel senso che mi sembra che mi va… poi magari non va a lei.. ma sarebbe già qualcosa se mi decidessi a provare… si insomma a provare a essere più verso lì, che verso l’amicizia… corteggiare, si, dicono così…

Sara ha i capelli castano rossicci e due grandi tette… è dolce e ha bei fianchi e un bel sorriso… studia architettura… non sopporta i film horror, ma nessuno è perfetto..

Mentre metto su la padella con un filo d’olio e uno spicchietto d’aglio non so ancora cosa le preparerò… ma mi sento bene, e sto danzando iconoclash di Boosta, ascolto i suoi remix e sentendo i feeling like in a dolce vita simulo di accoppiarmi col frigorifero… quanto sono idiota… ho messo la selezione casuale dei brani ed è ancora più figo… mentre immagino le sue tette danzarmi sul ventre, o piuttosto l’esplosione del suo sorriso sopra il mio, opto per le tagliatelle, mentre l’acqua riscalda, taglio i pachino in quattro parti… passo le cozze già sgusciate al vino bianco… ah, il vino, la scelta più difficile, Segreta Planeta… abbastanza buono, non il miglior Planeta ma buono… ma un vino de li castelli, già aperto, per sfumare e per me… poi aggiungo le cozze al sughetto… che poi è pomodoro e olio con aglio soffritto, niente sughi pronti, tolgo l’aglio solo alla fine e il pomodoro lo schiaccio un po’ per far uscire il sugo, che di olio ne metto poco… un pizzico di basilico… ah, io aprirei con formaggio salato e miele, che dite? Magari pecorino e miele, una cosa così… Si, già la vedo che sorride di piacere… tutto sommato voglio più che sorrida che altro… ok, certo, vorrei pure altro ma mi sento un po’ maschilista a pensare così, deve essere colpa della mia storia con Laura, quella cazzo di militante femminista mi ha alterato la natura, è così bello essere un porco a volte… che c’è di male, mica esagero mai… però in fondo Laura mi piaceva perché era lesbica… ok ok, ma questa è un’altra storia..

Insomma tra qualche ora viene lei e io ho completamente dimenticato i motivi della mia lunga astinenza… già mi vedo, come un coglione a dire cose carine… forse è meglio bere, e far bere, stimola la sincerità, dicono così, disinibisce… ma poi cos’è la sincerità, quali sono le cose sincere? che poi magari è vero che mi piace, ma è così sciocco dirlo da sobri…

Un aggiuntina di peperoncino piccante può andare… poco, perché so che lo gradisce, ma non so se lo regge, ne ho uno che insaporisce, ma non brucia granchè, me lo hanno portato… ho della grappa per chiudere e dell’ottima uva bianca, ma quella va mangiata assieme alla seconda bottiglia di vino bianco… si, si… che ne dite? e se lei si ferma basterà riempirle il bicchiere ogni tanto… mica per scoparmela per forza, eh… per esserci divertiti… si, diciamo così… adesso sto danzando dancing like a chat… rock n roll robot… Camerini è sempre Camerini…

I dolci non li so fare… li adoro ma non li so fare, non ho mai pensato di potermici applicare perché lo considero un taboo… insomma secondo me qualche mancanza ci va… ne ho più di una ma questa è in particolare, non mi sforzo per guarire… è un taboo, ecco… niente dolci, li dovrà fare lei, o una lei un giorno…

Mamma li sapeva fare, e anche zia, ma non ho mai rubato le ricette… le rubavo le ricette di tutto, ma non dei dolci, quello era un momento suo… aspettavo spanzato davanti alla tv e vedevo il dolce pronto… vedevo i cartoons, la corsa più pazza del mondo con dick dusterdley, o come diavolo si scrive… poi più grande vedevo i film di Landis o la saga di Ritorno al futuro… ma la scena era uguale… nella mia fantasia ho passato tutta l’infanzia aspettando il budino alle fragole di mamma, davanti a Ritorno al futuro, tutto preso dalle vicende di J.Fox…

Sara sarà qui a momenti e io non ho ancora finito… non faccio l’amore dalla data di partenza di Laura, quella cazzo di militante lesbica, che è anche l’anniversario dell’incendio al mio paese, in Sicilia… ma tre anni dopo… vivo a Roma da dieci anni adesso però, ma tre anni fa, quando tutto prese fuoco e i colpevoli furono giustiziati, io ero lì… non faccio l’amore e non so se oggi lo farò, ma forse neanche mi andrà… e in fondo adesso l’unica cosa che ho a cuore, è il perfetto dosaggio degli ingredienti nelle mie tagliatelle… il pachino, le cozze, il vino, scegliere una seconda bottiglia, il basilico fresco, ricordarmi di togliere l’aglio, un peperoncino che picca ma poco, non per me ma per lei… un qualcosa, una cosa qualsiasi che faccio per lei, che nemmeno conosco, e che forse manco voglio, ma è così… la verità è una cosa così… il resto sono menate da scrittori di serie B.

Voglia di Francia



Sabato mattina, finalmente, dopo la voglia che mi aveva scatenato la lettura di un post del Cavoletto, ero davanti ad una costosissimo banco della frutta a Campo dei fiori per soddisfarre il mio desiderio di Francia. Alla modica cifra di 18 euro al kilo ho acquistato due costoline di Rabarbaro. Prima del mio soggiorno in Francia non avevo un'idea precisa dell'utilizzo del Rabarbaro. La mia conoscenza si fermava a delle caramelline che trovavo a casa dei miei nonni. Insomma cose di altri tempi!! Poi, in una di quelle mattine di bighellonaggio nella Ville, entro in una boulangerie e assaggio una tarte buonissima; l'amarognolo del rabarbaro insieme al profumo del burro salato è stata una piccola scoperta e quel sapore ho provato a ricrearlo a casa mia.

Questa è la mia versione!

Ingredienti per 5 tortine:

Per la pasta sablé
60g di burro salato
40g di farina
un quarto di cucchiaio di lievito per dolci
2 cucchiai da cucina di zucchero
1 tuorlo d'uovo

Per il ripieno
2 costole di rabarbaro
10 cl di crème fraiche (in alternativa si può usare della ricotta di mucca resa cremosa da della crema di latte)
1 tuorlo d'uovo
1 cucchiaio di farina (meglio di riso)
cannella q.b.
aroma di vaniglia

Mescolate la farina con il lievito e lo zucchero. Aggiungete un tuolo d'uovo, mescolate velocemente per poi strofinare tra le mani la pasta per ridurla in briciole. Aggiungete il burro fuso per formare sempre impastando velocemente un panetto. Lasciate riposare.
Lavate, private della pelle e dei filetti il rabarbaro. Tagliatelo a tocchetti e lasciatelo marinare in un cucchiaio di zucchero per una mezzora.
Formate una crema mescolando crème fraiche, il tuorlo d' uovo, un ultimo cucchiaio di zucchero, aroma di vaniglia, cannella (a seconda del vostro gusto) e infine i tocchetti di rabarbaro.
Stendete con la punta delle dita la pasta in piccole formine e riempite le tortine con la crema di rabarbaro.
In un forno già caldo infornatele per una mezz'ora circa a 200°.
Servitele tiepide.