sabato 13 marzo 2010

Eggs in fancy dress



Esattamente una settimana fa l'entusiasmo sincero della mia coinquilina ha saziato la nostra fame mattutina con questa ricetta, che dice di aver letto chissa' dove e che voleva tanto provare. Il mio sommo rispetto per i desideri l'ha incoraggiata a mettersi all'opera e il risultato e' stato un piacevole breakfast.
Too simple ....queste uova in crosta di pane o meglio incastonate in un tortino di pane in cassetta e insaporite con spinaci freschi e una spolverata di sale e pepe si preparano in cinque minuti di orologio e sono un'alternativa decisamente sfiziosa e coreografica al classico uovo all'occhio di bue. Per non parlare del fatto che nel cestino per insaporire le uova puoi davvero metterci quello che ti pare!

Ingredienti
Qualche fetta di pane in cassetta integrale
un uovo a porzione
spinaci in foglie
burro
sale e pepe

Private le fette di pane del bordo, imburratele e sistematele a mo' di cestino in formine per muffin precedentemente imburrate.
Rivestite i cestini con le foglie di spinaci che avrete prcedentemente lavato accuratamente.
Poi rompete un uovo per ciascun cestino. Salate e pepate a piacimento e infornate per un 15 minuti. Ovviamente potete decidere il grado di cotturura delle uova e accorciare o allungare i tempi di cottura indicati.

lunedì 1 marzo 2010

Lapsong souchong scones







Questa ricetta e' il mio omaggio ad una vecchia e nuova amica che Londra mi ha fatto incontrare, come al solito, per puro caso, alzando gli occhi da una pila di libri. "Di nuovo!...ma cosa ci fai tu qui?" Commento spontaneo o decisamente appropriato visto che io e' lei, ad intervalli assolutamente irregolari, ci poniamo la stessa domanda alla quale mi sento di risponde cosi': sara' forse perche'ci piace il bianco e nero anni 30 di Cartier, i libri e le biblioteche, Sargent e Boldini, il tricot di Sonia Rykiel e per finire, anzi per cominciare cucinare. E a parte la rima che mi e' decisamente sfuggita, a lei devo il mio primo lapsong souchong nella cornice della deliziosa High Tea of Highgate.





Il gusto di affumicato di questo tea mi ha veramente intrigato e memore dell'abbinamento con gli inglesissimi scones ho pensato di fondere i due sapori. Il risultato mi e' sembrato veramente interessante. L'aroma del tea si fonde delicatamente con la fragranza dei panini ed e' leggermente esaltato dalla scamorza affumicata (piccola licenza poetica).
Perfetti con il salmone, un pizzico di erba cipollina e sour cream ma aperti a mille altre possibilita'.

Ingredienti per all'incirca 8/10 scones

250g. di farina
1 tazza di latte
1 bustina di tea lapsong souchong
un pizzico di sale
60 g di burro
1 cucchiaio colmo di lievito per dolci (baking powder)
due cucchiai di scamorza affumicata

per farcire

salmone affumicato
erba cipollina fresca
sour cream, meglio conosciuta come panna acida

Versare in una ciotola la farina, il lievito e un pizzico di sale. Aggiungere i fiocchi di burro a temperatura ambiente e cominciare con la punta delle dita ad amalgamarlo alla farina finche' non si sara' completamente sciolto. Aggiungere la scamorza grattuggiata grossolanamente.
Intanto dopo aver messo a scaldare la tazza di latte lasciare in infusione per qualche minuto la bustina di lapsong.
Aggiungere un po' per volta il latte al preparato di farina e burro e con l'aiuto della lama di un coltello impastate il tutto. L'impasto dovra' risultare colloso ma sodo. Se cosi' non fosse aggiungere un po' di farina.
Stendere poi su un piano leggeremente infarinato l'impasto con uno spessore di un paio di centimetri.
Con un coppa pasta piccolino tagliare delle rondelle e disporle su una placca da forno precedentemente imburrata. Infine spennelare la parte superiore degli scones con del latte.
Infornate in forno gia caldo e cuocete per circa 20 minuti finche' non saranno belli lievitati e dorati.
Servirli assulutamente tiepidi per gustare l'aroma del tea, farciti con delle fette di salmone appena acidulato con del succo di limone e un cucchiaino di sour cream aromatizzata con l'erba cipolliona.

domenica 14 febbraio 2010

Stasera per cinema...



The Cook, the Thief, His Wife and Her Lover
vs
Ginger-glazed pork hocks (shank)

Difesa Jubecca
vs
La gatta





Allora tesoro, oramai è Febbraio, e stasera per cena intendevo proporti Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante (The Cook, the Thief, His Wife and Her Lover). È un film del 1989 diretto da Peter Greenaway. Un film gotico, pieno di sapori omogenei, ben coadiuvati. Ci sono dei colori dominanti che vengono fuori a seconda dello scenario, qualcosa che lavora omogeneamente per scomparti, e tutto si lega. Così come i colori lavorano sull'ambiente, sul gusto accade qualcosa di simile… qualcosa di gotico, dicevo, ma delineato, sapori che si fanno sentire ad uno ad uno per ottenere qualcosa di forte, di perfino classico. Si presenta molto articolato ma non è che una perfetta commistione, tutto cammina e va dove deve andare. I loro vestiti hanno senso con l’ambiente e con i motivi dell’ambiente, non il contrario: la gelosia i sentimenti forti sono cose della vita, ma il sapore per me è uno sfumato speziato, qualcosa di inglese direi, decisamente.



D'altronde é una domenica di Febbraio e questo é il giorno della settimana in cui sulle tavole inglesi compare l'arrosto. Pare che un tempo, oltre alle ovvie ragioni di stentata, ostentata opulenza settimanale, consuetudine fosse preparare carne arrostita grazie ai forni dei panettieri che, di domenica, non producendo pane, venivano presi in prestito per queste leccornie.
Questo é un piatto che viene dal passato e allo stesso tempo da lontano; con il suo odore di zenzero e spezie si mescola alla tradizione facendo perdere le traccie della sua origine .
"Qualcosa di inglese direi, decisamente".

Ingredienti
1 stinco di maiale di circa un 1 kg.
2 litri di birra al ginger/zenzero
4 foglie di alloro
12 chiodi di garofano
5 cucchiaini di marmellata di arancia e zenzero
mezzo cucchiaino di senape in grani
50 g di zucchero di canna
1 cucchiaino di zenzero grattuggiato

Porre la carne in una casseruola e ricoprirla con la birra lasciando uno spazio di almeno 4 cm tra il coperchio e il liquido. Aggiungere le foglie di alloro e i chiodi di garofano. Far cuocere a fuoco vivo per 4 ore. Nel frattempo mescolare insieme la marmellata, la senape, lo zucchero e lo zenzero grattuggiato, infine coprire il tutto e lasciatelo riposare.
Successivamente portare il forno ad una temperatura di 220 gradi. Una volta che la carne sará cotta rimuovere la pelle e le parti grasse e spalmarla della glassa preparata precedentemente. Infornare il maiale per 15/20 minuti ungendolo di tanto in tanto finché non sará dorato. Perfetto servito con puré di patate.

domenica 24 gennaio 2010

Stasera per cinema...

L'homme qui aimait les femmes
vs
Tarte Tatin pere e caprino


Difesa Jubecca vs La gatta





Allora tesoro, stasera per cena ti propongo L’uomo che amava le donne, (L'homme qui amait les femmes).
È un film del 1977 diretto da François Truffaut, se dolce o amaro, non saprei, la questione andrebbe quantomeno aggirata… è di certo saporito, si, ma non piccante, al limite direi speziato, quello che ti resta non è una libidine o un’eccitazione, ma quasi un’indecisione, una riflessione… come quando non ti alzi ancora da tavola per indugiare, sei sazio, non sei appesantito, ma non puoi certo dire di volerti alzare… non ancora, pensi… meglio rimanere ancora io e te sulla scia dei pensieri... sulla scia del gusto…
È un film ricco, tesoro, certo, ma al contempo di gusto sobrio, intendo dire che non ci sono molti elementi, ma questi pochi gusti hanno un sapore deciso, netto, così come lui ama tutte le donne e non sa venirne fuori, ti fa pensare che non ha senso venirne fuori... che ha più senso indugiare su un sapore nel palato sotto la superficie, vibrante, ti accompagna, si prolunga in gola… è un film francese, è un film pienamente francese…





Mio caro, lasciami dire che leggenda vuole che questa torta al contrario sia nata dall' errore di una donna mentre ancor piú leggendario risuona nella nostra memoria culinaria l'amore tra formaggio e pere. Antipasto o dessert? Inizio o fine? Errore o amore?
É solo un piatto pienamente francese.....


Ingredienti
3 pere conference
due cucchiai di miele d'acacia
1 cucchiaio di olio di oliva
pepe nero da macinare
cannella
100 g di formaggio caprino
1 manciata di pistacchi salati

Preriscaldate il forno fino a portarlo ad una temperatura di 180 gradi. Nel frattempo, pelate le pere e privatele del torsolo e dei semi. Tagliatele a spicchi e infine a striscioline. In una padella fate sciogliere l'olio e il miele a fuoco lento e aggiungete le pere. Spolverate il tutto con del pepe appena macinato e della cannella e mescolate delicatamente per circa 3 o 4 minuti, il tempo che la frutta si dori in superficie.
Inseguito disponete a raggiera le fettine di pera, in uno stampo da torta del diametro di 20 cm, precedentemente imburrato. Ricopritele in seguito con delle rondelle di circa 1 cm di spessore ottenute tagliando la buche di caprino.
Stendete infine il disco di pasta sfoglia cosi da coprire i due strati, facendo in modo di pressarne i bordi verso l'interno dello stampo.
Infornare a 180 gradi per una ventina di minuti.
A fine cottura capovolgete lo stampo su una griglia e spolverate la torta con la granella di pistacchi che avrete precedentemente ottenuto pestandoli grossolanamente. Salare e pepare a piacimento e servire la torta a temperatura ambiente.

domenica 27 settembre 2009

Sono pazzi questi inglesi.....per il cibo!!!!










Ok, lo ammetto, non sará mai il momento giusto per cominciare a parlare della mia vita londinese quindi ho deciso che gradualmente ma non troppo, pubblicheró spaccati e immagini fugaci di questa nuova avventura gastronomica.
Dalla fine di Agosto ad oggi, devo ammettere che mi sono aggirata per questa nuova cittá con fare non troppo disinvolto. E questo non é da me!!!
Come antidoto infallibile al senso di spaesamento che una nuova vita e nuove abitudini possono causare peró c'é stato il mio amore per la cucina e il rispetto che ho per la gastronomia locale come chiave di lettura di ogni posto che visito.
Quindi comincerei con il segnalarvi questo mercato, luogo di pellegrinaggio dei foodies londinesi.
Il London Borough Market é il posto perfetto dove trascorrere una domenica mattina. Quando varchi la soglia del mercato comincia un viaggio sensoriale intorno al mondo. Sapori, colori e profumi ti accompagnano allo scoperta di una delle grandi passioni londinesi del momento...il cibo
Insieme ad un ritrovato orgoglio ( non so in realtá da quanto tempo) per i prodotti della propria terra e all' irresistibile fascino, un po' old fashion, del mercato di provincia, ci si puó godere il carosello multietnico tipico di questa cittá.

Borough Market, London Bridge.
www.boroughmarket.org.uk




domenica 23 agosto 2009

Rebus





Now......

venerdì 1 maggio 2009

Carciofi e vaniglia ... insoliti incontri


Lui frastornato da un mattino rumoroso in un mercato rionale. Sballottato violentemente da voci stridenti con la pretesa di essere suadenti: "Da me... i piu grandi... i più belli... il vero carciofo romanesco..." "Gia puliti, pronti in attimo, al prezzo migliore" "... il signore che prende?" "... che te do?!"
Lui che: "no grazie, faccio un giro" "non mi serve" "forse solo un kilo di..."
La stessa storia tutti i sabato mattina perchè gli piaceva prendersi cura di se, della propria alimentazione, fare la spesa al mercato, poi, lo faceva sentire meno solo.
Lei, che era appena arrivata nel quartiere, cercava spezie per la nuova dispensa, nella nuova cucina, che questa volta avrebbe avuto perfino un forno. Sarebbe stato il migliore sul mercato! Fantasticava pensando alle funzioni super tecnologiche e alle varianti di colore, in una mano depliant stropicciati di megastore di zona, nell'altra la lista della spesa.
Per cominciare doveva assolutamente trovare dei baccelli di vaniglia, era convinta che li avrebbe scovati con un po' di pazienza, ma la convizione scemava banco dopo banco e smorfia dopo smorfia. Dopotutto la signora Maria a Centocelle baccelli di vaniglia non ne aveva mai venduti e non ne aveva neache ora che il suo aiutante si chiamava Hassan.
"Forse se cominciassi dai carciofi?" si disse.
La sera avrebbe inaugurato il tavolo e le sedie nuove invitando un lui come le avevano consigliato le amiche. Avrebbe provato un abbinamento che la intrigava, rivisitando una ricetta letta qualche giorno prima su uno dei suoi blog preferiti. Il pensiero che quel piatto potesse essere gradito dal suo futuro ospite non la riguardava. Pensava da single; ora che lo era da un po' c'aveva fatto l'abitudine; o forse pensava ancora a lui del quale conosceva perfettamente i gusti. Avrebbe adorato questo abbinamento di sapori, avrebbe adorato tornare e trovare lei... in cucina ad aspettarlo.
Farsi strada tra la gente, tra le massaie agguerrite pronte a tutto per quel carciofo (... il più grande... visto che il prezzo si fa a pezzo!!) per lui diventava una questione di orgoglio maschile!
Nella sua testa, inoltre, risuonava un diktat...: "Solo verdure di stagione!!!! Solo del posto!!!" Doveva obbedire alla sua coscienza di consumatore attento e obbedire, dopotutto lo metteva al riparo dalle incertezze. Ma che cosa c'avrebbe fatto con quella specie di fiore verde e spinoso?
Allungò la mano. Aveva finalmente conquistato la prima linea!
Corciofi e vaniglia, un po' come dire tradizione e ricordo misto a voglia di tenerezza. In fondo questa ricetta a lei suonava così. Poi alzo gli occhi e incontrò il suo sguardo spaesato, quasi divertente sulle prime, disarmante, quando le sembrò di guardarsi in uno specchio!
Erano lì per caso, tutti e due senza sapere il perchè. Ad un tratto una sensazione o forse solo un desiderio.
Magari a lui quel risotto sarebbe piaciuto.

La ricetta

Riso carnaroli o Riso Roma, 250 g
3 carciofi romaneschi
cipollotto fresco o porro
brodo vegetale
1 baccello di vaniglia
crema di latte 150 ml
2 limoni
quanche foglia di menta
qualche fogliolina di timo
sale e pepe da macinare

Pulire i carciofi, privandoli delle fogli esterne più dure e delle spine alla sommità. Con un coltello tagliarli a metà e privarli della barbetta interna. Metterrli a mollo in acqua acidulata con un limone.
Far inbiondire il cipollotto in una pentola antiaderente e unire i carciofi ridotti a spicchi sottili. Saltarli un po', sfumarli con il succo di un limone. Aggiungere un po' di acqua calda per lessarli. Quando saranno quasi lessati e l'acqua si sarà asciugata aggiungere il riso. I chicchi dovranno tostarsi uniformemente. A questo punto unire una quantità tale di brodo che ricopra quasi tutto il riso e gli ingredienti. Purtroppo io vado ad occhio! Coprire la pentola con il coperchio e aspettare che il brodo si asciughi. Intanto prendere la panna, aggiungere i semini della stecca di vaniglia, le foglioline di menta tritate e il timo.
A metà cottura, quando gran parte del brodo si sarà asciugato aggiungere la crema di latte aromatizzata.
Il risotto terminerà la sua cottura con la panna che sostituirà la mentecatura con il burro.
Aggiustare di sale e pepe e servire il risotto tiepido perchè i sapori delicati delle spezie si sposino bene con il carciofo.